lunedì 14 dicembre 2015

Con un cane o un gatto nel letto si dorme meglio



Se per alcune persone dormire con il proprio animale domestico potrebbe essere un incubo, per altre potrebbe rappresentare una valida strategia per riposare meglio.

Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Mayo Clinical Proceedings, sono i ricercatori del Mayo Clinic College of Medicine di Scottsdale (Arizona, Usa).

Secondo gli esperti la compagnia di cani e gatti potrebbe permettere ad alcuni proprietari, soprattutto a quelli che dormono da soli, di sentirsi più rilassati e protetti. Di conseguenza, ne potrebbe migliorare il risposo notturno.

Durante la ricerca, gli autori hanno esaminato la quantità e la qualità del sonno di 150 persone, di cui 74 (il 49%) possedeva un animale domestico. Il 56% dei proprietari permetteva al loro amico a due o a quattro zampe di dormire nella propria stanza.

In generale, la compagnia di cani e gatti sembrava non disturbare eccessivamente i padroni. Soltanto il 20%, infatti, dichiarava che la presenza degli animali nella stanza li disturbava. Il 41%, invece, sosteneva non solo non fossero fastidiosi, ma addirittura riteneva che la loro compagnia li aiutasse a riposare meglio.

In particolare, pensavano che dormire con gli animali domestici li facesse sentire più rilassati, sicuri e protetti, migliorandone la qualità del sonno. Questo valeva soprattutto per le persone che riposavano da sole.

I risultati dello studio, secondo gli autori, dimostrano il grado di benessere arrecato dagli animali da compagnia. Il sonno, infatti, dipende da uno stato di rilassamento fisico e mentale. L'indagine ha anche rilevato che cani e gatti possono essere dei buoni compagni, mentre i volatili andrebbero tenuti lontano dalla camera da letto.

I cani sono gli animali domestici più desiderosi di attenzioni da parte degli esseri umani e quasi tutti desiderano poter dormire nel letto con il proprio proprietario. Generalmente hanno un sonno costante, pertanto potrebbero non disturbare nel cuore della notte. Tuttavia, se non sono soddisfatti della propria sistemazione non esitano a “lamentarsi”, abbaiando, piagnucolando o agitandosi. I cani che adottano questi comportamenti spesso sono meno adatti a dormire nella camera del padrone.

I gatti tendono a gironzolare per casa e a cambiare spesso posizione durante la notte. Solo pochi esemplari trascorrono l'intera nottata nello stesso luogo. Oltre tutto, se questi animali percepiscono una minaccia emettono rumori che possono essere percepiti anche a una certa distanza. Ciononostante, alcuni proprietari di gatti dichiarano che dormire con loro rappresenti una preziosa fonte di relax.

I volatili sono più rumorosi di cani e gatti, per cui il rischio che disturbino il riposo dei padroni risulta maggiore. Tuttavia, dato che generalmente sono contenuti all'interno di gabbiette, sono anche più facili da gestire. Gli esperti consigliano di collocarli, per quanto possibile, lontano dalla zona notte.

(Fonte :  http://mysocialpet.tiscali.it)


Alimenti tossici e piante dannose per gli animali



Molto spesso si mangiano alimenti dei quali non si conosce la possibile natura tossica di alcuni dei loro componenti, quali bucce, noccioli o foglie. 
Per esempio molto tossici sono i noccioli di albicocche, ciliegie, mele, amarene e pesche, tossici sia per noi umani che per i nostri cani, quindi facciamo attenzione che questi rimasugli non restino in giro dopo la merenda con la frutta fresca, sia per i bambini che per i cani di casa. 
L’avocado o aguacate (come si chiama qui) è altamente tossico per gli uccelli, i topi, i conigli e per le galline. 
Attenzione allo Xilitolo, sostanza molto usata per tante caramelle e gomme da masticare, ma per i gatti, i cani e i furetti è altamente dannoso! Ma stranamente anche il luppolo, usato per la birra, fa male, come anche i semi di senape freschi, le foglie e i germogli di patata, le foglie di rabarbaro ed anche il lievito grezzo.
Per non parlare poi di piante comuni, che si trovano in tutti i giardini e che possono anch’esse risultare molto dannose, soprattutto se il nostro animaletto è abituato a sgranocchiare erba. 
Allora la Dieffenbachia soprattutto per i gatti…, mentre la stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) contiene un latte irritante sia per l’uomo che per gli animali, e fate anche attenzione alle bacche rosse degli agrifogli
Il Lauroceraso, nelle sue foglie contiene addirittura cianuro. 
Le bellissime ortensie quando sbocciano i fiori formano una sostanza molto tossica che può dare vomito, torpore, convulsioni. 
Non vanno dimenticati poi l’oleandro, il gelsomino, l’edera e il rododendro, tutti velenosi ed irritanti.
(fonte :  http://www.leggotenerife.com)

domenica 8 novembre 2015

AACLI - Evento 8 nov 2015 - Raccolta per i randagi



08 novembre 2015 -  Anche questa, come la scorsa domenica, è stata una giornata impegnativa, trascorsa con il nostro banchetto informativo al mercatino organizzato dalla Fenalc  per aiutare i randagi sul terrotorio salernitano che hanno bisogno di cibo e cure sanitarie.
 
Tale iniziativa ci ha permesso di intrattenerci con tante persone a scopo informativo con la possibilità di illustrare le difficoltà materiali e operative che le volontarie sul territorio incontrano ogni giorno per salvare, curare e cercare adozione ai tanti cani e gatti abbandonati a loro stessi perchè vittime dell'abbandono e soprattutto vittime del dilagante randagismo.  

A nome di tutti ringrazio gli amici che hanno donato gli oggetti esposti e che sono stati offerti a coloro che hanno lasciato donazioni spontanee. Abbiamo raccolto durante questa giornata  15 euro che comunque utilizzeremo per acquistare cibo da donare ai randagi. 

In occasione di tale evento e rispondendo con grande cuore al nostro appello, molti amici hanno donato coperte, medicinali, cibo secco e umido. Le donazioni sono state raccolte e consegnate nei giorni seguenti alle volontarie in difficoltà. Con gioia ringraziamo tutte le persone che hanno collaborato con il loro singolo gesto d'amore. 


 
LE FOTO DELLA GIORNATA



 


LE DONAZIONI CONSEGNATE ALLE VOLONTARIE

Donazione di maglieria in lana per riscaldare i cani di Maria Teresa Di Fiore e alcuni medicinali utili. Grazie al buon cuore di Lory Maresca.



In risposta al nostro appello ecco le donazioni lasciate a Danilo Galantucci presso il negozio "Diva Pet e i suoi amici a 4 zampe" di Salerno :
1) Brunella Rinaldi ha lasciato 5 euro;
2) Giusy Villani ha lasciato croccantini, 1 pipette Frontline, 2 coperte;
3) Marta Leonessi ha lasciato una busta di soluzioni fisiologiche + deflussori;
4) grazie a Danilo per l'esposizione del salvadanaio sono stati raccolti 10 euro.
A tanto si aggiungono donazioni di guinzagli e collari.
Tale raccolta a suo tempo fu organizzata per sostenere i cuccioli di Angelica Catarozzo e dal momento che Angelica ancora si fa in 4 per le tante emergenze, saranno consegnate a lei tramite Maria Teresa Di Fiore non appena torneremo a Capaccio nei prossimi giorni.
Grazie a tutti voi splendide amiche dal cuore grande e grazie sempre a Danilo per la sua disponibilità insieme ai proprietari del negozio. Un abbaccio a tutti!





Grazie a Manuela Kr Ferrarin e a Leyla Rose da Verona che hanno fatto pervenire questo pacco di medicinali per cani randagi di questo sud. Il tutto sarà consegnato a Maria Teresa Di Fiore che li cura con tanto amore. 



C'è un ragazzo dal cuore d'oro, il suo nome è Giuseppe ed è un alunno di una scuola media di Salerno. Da circa 1 anno ha sempre un pensiero per i pelosetti che vengono salvati dalla strada e ogni volta questo suo gesto mi lascia un raggio di sole nel cuore. Ringrazio con tutto il cuore Giuseppe anche a nome dei pelosetti che riceveranno questa donazione e della cara Gabriella Pappalardo che si occupa di loro a Pontecagnano con tanti sacrifici e tanto cuore.




La macchina è stracolma di aiuti e pronta per le consegne. 
Grazie a Maria Fornito di Napoli per 3 scatoloni e 1 busta di coperte + la cuccia. 
Grazie a Lory di Salerno per maglioni e medicinali. 
Grazie a Federica di Salerno per i medicinali. 
Grazie a Salvatore Brighenti di Salerno per le coperte. 
Lasceremo a Maria Teresa due buste di croccantini gentilmente donate dal negozio per animali di Eboli a Daniela Ga per i cani di Vittoria Pulga.
  Da parte mia e di Lucia donazione di croccantini e scatolette. 

Grazie ancora ... !



domenica 18 ottobre 2015

AACLI - Evento 18 ottobre 2015 - Raccolta per i randagi



Dopo l'evento di domenica 4 ottobre il nostro mercatino si è ripetuto domenica 18 ottobre 2015 per continuare a dare un valido supporto alle volontarie sul territorio.


Tale iniziativa ci ha permesso di intrattenerci con tante persone a scopo informativo con la possibilità di illustrare le difficoltà materiali e operative che le volontarie sul territorio incontrano ogni giorno per salvare, curare e cercare adozione ai tanti cani e gatti abbandonati a loro stessi perchè vittime dell'abbandono e soprattutto vittime del dilagante randagismo.  

A nome di tutti ringrazio gli amici che hanno donato gli oggetti esposti e che sono stati offerti a coloro che hanno lasciato donazioni spontanee permettendoci così di aiutare le volontarie in difficoltà. Non abbiamo ricevuto donazioni di coperte, cibo e medicinali. Quanto ricavato dal mercatino per un totale di 88 euro è stato donato in parti uguali (50 € a ognuna) con arrotondamento delle somme da parte di Lucia Savoni a due volontarie in emergenza: Gabriella Pappalardo di Pontecagnano che cura un gruppo di cani e gatti randagi  e Licia Leib Dimino che vive in Sicilia, conosciuta da noi tramite un post molto drammatico pubblicato su Fb a questo link (https://www.facebook.com/LICIALeib/posts/10153630525494429?pnref=story.) 
Grazie a Gabriella e a Licia per il loro impegno con queste anime indifese. 

Il mio ringraziamento personale va a Lucia Savoni e a Salvatore Brighenti per il loro impegno ogni volta nell'organizzazione e nella partecipazione attiva a questi eventi. 








lunedì 5 ottobre 2015

"IL MONDO DI HEIDI" un piccolo paradiso per gli animali

Alcuni giorni fa ho visitato questo posto meraviglioso "IL MONDO DI HEIDI", una fattoria che ospita animali salvati dal macello, da abbandoni e da maltrattamento.
Qui vivono perfettamente in sintonia tra di loro e sono docili con gli umani. E' un piccolo paradiso terrestre dove regna il rispetto per la vita.
L'amore di Claudio che li cura e trascorre con loro tutto il tempo li rende felici.



Trascorrere alcune ore a contatto con gli animali di questo piccolo mondo portandoci soprattutto i bambini sarà una sana esperienza emozionale ed educativa. 
Qui gli animali non sono addestrati nè sottoposti a torture per far sorridere gli spettatori come avviene nei circhi. 
Gli animali che vivono in questa fattoria vi danno il benvenuto e si accostano alla vostra mano per donarvi lo stesso amore con il quale vengono curati ogni giorno. 
Buona visita a chi deciderà di andarci! 

(Il Mondo di Heidi si trova a Eboli (SA) via Fontanelle 90/92 - per info 340 393 5665)


domenica 4 ottobre 2015

AACLI - EVENTO 4 OTTOBRE 2015 - Raccolta per i randagi


04 ottobre 2015 - E' stata una giornata impegnativa, trascorsa con il nostro banchetto informativo al mercatino organizzato dalla Fenalc  per aiutare i randagi sul terrotorio salernitano che hanno bisogno di cibo e cure sanitarie.

Tale iniziativa ci ha permesso di intrattenerci con tante persone a scopo informativo con la possibilità di illustrare le difficoltà materiali e operative che le volontarie sul territorio incontrano ogni giorno per salvare, curare e cercare adozione ai tanti cani e gatti abbandonati a loro stessi perchè vittime dell'abbandono e soprattutto vittime del dilagante randagismo.  

Oggi siamo soddisfatti del risultato raggiunto e ringrazio personalmente Salvatore, Lucia e Ida  per la loro presenza in questa bella giornata di solidarietà. 

A nome di tutti ringrazio gli amici che hanno donato gli oggetti esposti e che sono stati offerti a coloro che hanno lasciato donazioni spontanee,  nonchè gli altri  che hanno fatto pervenire due buste di maglieria di lana per i cani. 
Grazie a quanti ci hanno consentito di poter aiutare due volontarie, Gabriella e Maria Teresa, che stanno intervenendo in diverse emergenze.  
destinati a Maria Teresa Di Fiore 138 Euro  + 2 buste di maglieria in lana + la raccolta di cibo donata dal nostro amico Franco (ultima foto).
-  destinati a Gabriella Pappalardo n. 2 sacchi di croccantini di 20 kg ciascuno è 10 scatolette per cani.








martedì 22 settembre 2015

AACLI - RACCOLTA PER I RANDAGI DELL'ASSOCIAZIONE ARGO


In risposta a tale evento sono state consegnate all'Associazione ARGO di Agropoli n. 3 buste di indumenti in lana che serviranno ai cani per riscaldarsi nelle cucce nonchè medicinali per ogni evenienza.
Grazie a tutti gli amici impegnati nella raccolta e a quanti hanno donato.




venerdì 24 luglio 2015

IL DOSSIER SUI VIAGGI DELLA MORTE

Questo articolo è stato tratto da www.collettivoanimalista.org con lo scopo di informare sulla crudeltà di noi umani (se così possiamo ancora definirci) nei confronti degli animali. Noi siamo responsabili non solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremmo potuto impedire - come scrive Peter Singer - e pertanto il nostro impegno deve essere quello di impedire ogni tipo di maltrattamento, ogni minima ingiustizia ai danni di un animale. 
NON PENSARE "tanto ci sono già gli altri che lo fanno"... 
AGISCI ANCHE TU! OGNUNO DI NOI PUO’ FARE TANTO PER DIFENDERE LA LIBERTA’ E LA VITA DI UN ANIMALE : tieniti aggiornato e partecipa alle campagne di protesta con presidi o invio mail organizzate via internet; firma e condividi le petizioni dai siti web; organizza banchetti di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, chiedi il materiale informativo ad ogni gruppo o associazione che più é conforme al tuo modo di sentire, e discutine con loro; fai volantinaggio informativo, distribuisci i CD esplicativi, sensibilizza le persone che hai intorno. 


ARTICOLO: "IL DOSSIER SUI VIAGGI DELLA MORTE":


Milioni di animali ogni anno vengono trasportati in condizioni allucinanti da una parte all'altra dell'Europa per essere poi macellati nel paese di destinazione. I viaggi sono estenuanti. Gli animali sono stipati all'inverosimile in camion che percorrono centinaia di chilometri, spesso senza soste per consentire loro di bere o mangiare, spesso sotto il sole cocente dei pomeriggi estivi o nel gelo delle notti invernali.
Le leggi dovrebbero limitare i viaggi a non più di otto ore consecutive, ma le denunce degli animalisti hanno mostrato che esse sono spesso disattese nella più totale indifferenza delle autorità. E così continuano a ripetersi le scene strazianti di animali che giungono a destinazione agonizzanti o morti per il caldo, il freddo o la sete.


Cavalli, maiali, capre, agnelli, mucche, polli... A questi e ad altri poveri animali sono inflitti dall'uomo viaggi inumani e terribili di molti chilometri, durante i quali essi sono stipati fino all'inverosimile su mezzi e tenuti in condizioni oltre ogni limite della decenza.
Ogni anno, ad esempio, sono migliaia i cavalli che vengono trasportati vivi da Spagna, Europa Orientale ed altre aree verso l'Italia, in particolare del Sud, per essere macellati dopo un viaggio di 36-46 ore.


Ai cavalli vengono negati riposo, cibo e acqua sufficienti durante il viaggio, infrangendo le norme dell’Unione Europea destinate a proteggerli. Gli animali sono sottoposti a sofferenze continue a causa del sovraffollamento e a temperature roventi che spesso superano i 40° C. Tali condizioni provocano uno stress estremo a questi animali così sensibili, durante le loro ultime ore di vita. Il lungo viaggio per la macellazione è inutilmente crudele. I cavalli subiscono tutto questo per un motivo: se macellati in Italia, la loro carne può essere ingannevolmente venduta ai consumatori come di origine “tradizionalmente italiana”. Le nazioni devono applicare le norme UE sul trasporto degli animali vivi per sostenere l’esistente commercio più pietoso di carne refrigerata o congelata, che costituisce già una fetta significativa del mercato della carne di cavallo in Italia.
Ogni settimana, qualcosa come 15.000 capre sono stipate sui camion per un viaggio di 2300 km dalla Namibia al Sud Africa.
Esse subiscono il trasporto per 36 ore senza mangiare e senza bere, con in più la possibilità che già siano state senza acqua, cibo o riparo per molte ore prima di essere caricate. A causa di temperature roventi che superano regolarmente 40° C, molti animali muoiono di disidratazione. Altri vengono uccisi da malattie respiratorie. I cadaveri restano addossati agli animali vivi fino al momento dello scarico. Quelli che sopravvivono al viaggio è possibile abbiano riportato gravi ferite, come conseguenza di una guida poco attenta, oppure che siano stati accecati dalla polvere delle strade.
Molti maiali vengono trasportati vivi per oltre 4.500 chilometri, via terra e via mare, dal Canada occidentale alle Hawaii, in un viaggio che dura fino a nove giorni.
Centinaia di maiali sono stipati insieme al buio, in condizioni di sovraffollamento, prima su un camion, poi in una nave. Sono affamati ed esausti e restano per lungo tempo senza cibo. La chinetosi provoca loro il vomito. Costretti a stare sui loro stessi escrementi, i suini sopportano temperature roventi, che spesso superano i 75° F. Gli animali che non ce la fanno muoiono di malattie legate allo stress o contratte durante il viaggio, oppure semplicemente schiacciati. Quelli che sopravvivono fanno fatica a camminare, quando vengono scaricati brutalmente in recinti di cemento affollati e sporchi presso il mattatoio.
Ogni settimana migliaia di bovini vivi sopportano un viaggio di tre settimane dal porto amazzonico di Belem in Brasile fino a Beirut, in Libano.
I bovini sono stipati sui camion nel caldo rovente dell’Amazzonia. Per quattro giorni non potranno più muoversi o sdraiarsi e non riceveranno né cibo né acqua. Quelli che cadono restano intrappolati e si feriscono. Una volta giunti alla nave, l’uso di pungoli elettrici durante il caricamento infligge ulteriori sofferenze ai bovini indeboliti. Schiacciati contro animali sconosciuti, possono ferirsi gli uni con gli altri per l’agitazione. Colpi di calore, traumi e malattie respiratorie saranno i fattori mortali che accompagneranno i bovini nei diciassette giorni di viaggio.
Una volta giunti in Libano, spesso gli animali sono macellati in modo efferato e in violazione dei principi religiosi.
Ogni anno milioni di pecore vive subiscono un trasporto estenuante via terra e via mare dall’Australia al Medio Oriente, che dura mesi.
L’equivalente di tre pecore per ogni metro quadrato viaggia in ricoveri scarsamente illuminati e infuocati. Diecimila animali l’anno muoiono di fame, perché non sono in grado di riconoscere come cibo i pellet concentrati forniti loro sulle navi. Un numero ancora maggiore rimane ucciso o ferito se scivola o cade, soffocato dagli altri animali. I loro corpi restano nell’area di stivaggio sovraffollata, a volte per settimane. Quelli che sopravvivono vengono scaricati brutalmente e portati in “strutture di ingrasso” prima di essere macellati in condizioni deplorevoli.
Il viaggio è inutile: l’80% dei mattatoi australiani è certificato Halal e i supermercati mediorientali già vendono carne refrigerata d'importazione insieme a quella proveniente dal commercio di animali vivi. Ed è anche crudele: la maggior parte dei paesi in Medio Oriente deve elaborare delle leggi nazionali per proteggere il benessere degli animali durante il trasporto, la movimentazione e la macellazione.
Ogni anno l'Australia esporta oltre 4 milioni di pecore vive. Il settore prevede per ogni spedizione una mortalità di poco inferiore all’1%: il che equivale all’anno ad almeno 40.000 animali morti durante il viaggio. Fino ad una mortalità del 2% non si ritiene necessario fare delle indagini.
Ogni sera centinaia di migliaia di polli soffrono o muoiono durante il viaggio in camion fino a Bangkok.
I volatili, provenienti da allevamenti industriali dove sono stati cresciuti in condizioni penose, sono stipati in gabbie sporche per il trasporto. Qui restano schiacciati, si feriscono e perdono sangue. Circa il 95% dei polli da carne subisce fratture ossee multiple. Molti muoiono durante il viaggio a causa del caldo intenso. Quelli che sopravvivono defecano costantemente a causa della sofferenza, diffondendo le malattie fra le gabbie. Per concludere con le crudeltà, una volta giunti al mercato ai volatili viene tagliata la gola, per poi essere gettati in un bidone e lasciati morire.
Gli allevamenti industriali di pollame rappresentano un pericolo per gli essere umani e un orrore per gli animali. I metodi da essi impiegati hanno contribuito all’evoluzione dell’influenza aviaria ed esiste un forte legame fra il movimento di animali vivi e la potenziale diffusione della malattia. Il trasporto di animali vivi attraverso l’Asia deve essere sostituito dal commercio della carne refrigerata o congelata di animali macellati pietosamente vicino agli allevamenti.
Solo nell’anno 2000 sono stati trasportati nel mondo oltre 40 miliardi di polli, un numero sei volte maggiore dell’intera popolazione umana del pianeta.
Di Santino Irrera (Fonte: Handlewithcare.tv)

BENESSERE DEGLI ANIMALI DURANTE IL TRASPORTO

L'Unione europea (UE) opera una rifusione delle norme relative al benessere degli animali durante il trasporto. La nuova normativa individua tutti gli operatori e le rispettive responsabilità, rafforza le misure di vigilanza e prevede norme più restrittive per quanto riguarda il trasporto su lunghi percorsi e i veicoli impiegati.
ATTO
Regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97
SINTESI
Questo testo disciplina il trasporto degli animali vertebrati vivi all'interno dell'Unione europea (UE), qualora il trasporto sia effettuato in relazione con una attività economica, al fine di non esporre gli animali a lesioni o a sofferenze inutili e assicurare condizioni conformi alle loro esigenze di benessere.Il regolamento rafforza la legislazione in materia di benessere degli animali durante il trasporto, identificando gli operatori e le rispettive responsabilità, introducendo modalità più severe di autorizzazione e di controllo, nonché definendo regole più restrittive per quanto riguarda il trasporto.
OPERATORI E RISPETTIVE RESPONSABILITÀ
Il regolamento estende le responsabilità in materia di benessere degli animali a tutte le persone che intervengono nel processo, comprese le operazioni che precedono e seguono il trasporto. Tutti i soggetti interessati sono tenuti a vigilare sull'osservanza della legislazione durante le operazioni pertinenti alle loro competenze.Sono interessati i trasportatori (come nella precedente normativa), gli organizzatori di trasporti e i conducenti, nonché i "detentori di animali trasportati" (personale dei centri di raccolta, dei mercati, dei macelli e allevatori).Tutti gli operatori e il loro personale devono ricevere un'adeguata formazione. In particolare, autisti e accompagnatori devono essere in possesso di un certificato di idoneità rilasciato in seguito a una formazione completa sul benessere degli animali durante il trasporto e sancita dal superamento di un esame da parte di un organismo indipendente abilitato dalle autorità competenti.
AUTORIZZAZIONI E CONTROLLI
Per tutti i percorsi superiori a 65 km, i trasportatori devono ottenere un'autorizzazione rilasciata dall'autorità competente dello Stato membro in cui sono stabiliti o rappresentati. Per ottenere detta autorizzazione, il richiedente deve dimostrare di disporre di personale, attrezzature e procedure operative sufficienti e appropriate.
Per i lunghi viaggi (di durata superiore a otto ore), il richiedente deve fornire anche:
  • una documentazione specifica: certificati di idoneità per conducenti e accompagnatori, certificati di omologazione dei mezzi di trasporto che verranno impiegati, informazioni sui mezzi impiegati per tracciare e registrare i movimenti dei veicoli, piani di emergenza;
  • la prova la prova che utilizza un sistema di navigazione satellitare, a decorrere dal 1°gennaio 2007 per i veicoli nuovi e dal 2009 per i vecchi veicoli.
Le suddette autorizzazioni hanno validità quinquennale, presentano un formato europeo armonizzato e sono registrate in una base di dati elettronica accessibile alle autorità di tutti gli Stati membri. Nel caso di lunghi viaggi tra più Stati membri, i trasportatori devono inoltre essere muniti di un giornale di viaggio stabilito dall'organizzatore del trasporto secondo un modello armonizzato e che comprende varie informazioni sul viaggio (identificazione degli animali e delle persone che se ne occupano, luoghi di partenza e di destinazione, controlli effettuati nei vari momenti del trasporto, ecc.). Le autorità competenti devono organizzare controlli nei momenti chiave del trasporto, in particolare ai punti di uscita e ai posti d'ispezione frontalieri. Inoltre, in qualsiasi momento del viaggio possono essere effettuati controlli supplementari, estemporanei o mirati. Durante i controlli l'autorità competente deve verificare, oltre alle informazioni riportate nel giornale di viaggio, la validità delle autorizzazioni, i certificati di omologazione e di idoneità. I veterinari ufficiali devono anche verificare lo stato degli animali e la loro idoneità a proseguire il viaggio. In caso di trasporto via mare, devono essere verificate anche le condizioni e la conformità della nave adibita al trasporto.
REGOLE TECNICHE PER IL TRASPORTO DEGLI ANIMALI
Il regolamento introduce norme più restrittive applicabili al trasporto su percorsi di durata superiore alle otto ore. Tali regole riguardano tanto i veicoli quanto gli animali. Il regolamento prevede un'attrezzatura di migliore qualità nei mezzi di trasporto, in particolare un dispositivo per la regolazione della temperatura (ventilazione meccanica, registrazione della temperatura, sistema d'allarme nella cabina del conducente), una possibilità permanente di abbeveraggio, il miglioramento delle condizioni di trasporto a bordo delle navi (ventilazione, dispositivi di abbeveraggio, sistema di omologazione, ecc.). È vietato il trasporto di certi animali, come quelli giovanissimi (i vitelli di meno di dieci giorni, i suini di meno di tre settimane e gli agnelli di meno di una settimana) tranne se il percorso è inferiore a 100 km. Il regolamento vieta anche il trasporto di animali gravidi all'ultimo stadio di gestazione e durante la settimana successiva al parto. Inoltre le condizioni di trasporto di lunga durata dei cavalli sono migliorate soprattutto dall'obbligo di utilizzare sistematicamente stalli individuali. Le disposizioni relative alla durata di percorso e agli spazi previsti per gli animali restano immutate rispetto alla vecchia regolamentazione. Per quanto riguarda la durata del trasporto, il regolamento prevede durate diverse secondo il tipo di animali: animali non svezzati, che ricevono un'alimentazione lattea (9 ore di viaggio, poi un'ora di risposo per l'abbeveraggio, poi 9 ore di viaggio), suini (24 ore di viaggio, qualora l'abbeveraggio sia possibile in modo continuo), cavalli (24 ore di viaggio con abbeveraggio ogni 8 ore), bovini, ovini e caprini (14 ore di viaggio, poi un'ora di riposo per l'abbeveraggio, poi 14 ore di viaggio). Le sequenze sopra descritte possono essere ripetute se gli animali sono scaricati, nutriti, abbeverati e lasciati a riposo per almeno 24 ore in un posto di controllo approvato.
CONTESTO
La questione della revisione della durata massima del trasporto e delle densità di carico di animali (due settori rimasti invariati rispetto alla legislazione precedente) deve essere oggetto di una nuova proposta che sarà presentata al massimo quattro anni dopo l'entrata in vigore del regolamento ed elaborata in funzione dell'applicazione delle nuove norme da parte degli Stati membri.
Il presente regolamento abroga e sostituisce la direttiva 91/628/CEE con effetto dal 5 gennaio 2007.

RIFERIMENTI
AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 1/2005 25.01.2005
applicabilità: 05.01.2007(eccetto l'articolo 6, paragrafo 5: 05.01.2008)
- GU L 3 del 05.01.2005

ATTI COLLEGATI
Decisione 2004/544/CE del Consiglio, del 21 giugno 2004, relativa alla firma della Convenzione europea sulla protezione degli animali nei trasporti internazionali (riveduta) [Gazzetta ufficiale L 241 del 13.07.2004].
La Convenzione europea sulla protezione degli animali nei trasporti internazionali è entrata in vigore nel 1971. Nel 1995 le parti contraenti hanno deciso di attualizzarne le disposizioni per tener conto dei progressi scientifici e dell'esperienza acquisita in questo settore. La Convenzione riveduta fissa regole precise che si applicano a tutte le specie animali e che riflettono anche le modifiche apportate alla legislazione dell'UE. Attualmente i 15 vecchi Stati membri dell'UE sono tutti parte della Convenzione, come anche Cipro, l'Islanda, la Norvegia, la Polonia, la Repubblica ceca, la Romania, la Russia, la Svizzera e la Turchia.
Regolamento (CE) n. 1255/97 () riguardante i criteri comunitari per i punti di sosta e che adatta il ruolino di marcia previsto dall'allegato della direttiva 91/628/CEE [Gazzetta ufficiale L 174 del 02.07.1997].
L'Unione europea fissa criteri comuni per i posti di controllo (o "punti di sosta") presso i quali gli animali devono essere scaricati in caso di trasporto di lunga durata. Queste norme mirano a garantire la salute e il benessere degli animali durante tali soste.



DICIAMO NO ALLA INUTILE BARBARIE DELLA VIVISEZIONE

Questo articolo è stato tratto da www.collettivoanimalista.org con lo scopo di informare sulla crudeltà di noi umani (se così possiamo ancora definirci) nei confronti degli animali. Noi siamo responsabili non solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremmo potuto impedire - come scrive Peter Singer - e pertanto il nostro impegno deve essere quello di impedire ogni tipo di maltrattamento, ogni minima ingiustizia ai danni di un animale. 
NON PENSARE "tanto ci sono già gli altri che lo fanno"... 
AGISCI ANCHE TU! OGNUNO DI NOI PUO’ FARE TANTO PER DIFENDERE LA LIBERTA’ E LA VITA DI UN ANIMALE : tieniti aggiornato e partecipa alle campagne di protesta con presidi o invio mail organizzate via internet; firma e condividi le petizioni dai siti web; organizza banchetti di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, chiedi il materiale informativo ad ogni gruppo o associazione che più é conforme al tuo modo di sentire, e discutine con loro; fai volantinaggio informativo, distribuisci i CD esplicativi, sensibilizza le persone che hai intorno. 


ARTICOLO: "DICIAMO NO ALLA INUTILE BARBARIE DELLA VIVISEZIONE":






La vivisezione è utile alla ricerca o è una frode scientifica? Lasciamo la risposta agli uomini di scienza. A noi animalisti/antispecisti basta guardare negli occhi un beagle proveniente da un laboratorio di vivisezione o da un allevamento per animali destinati alla tortura, per sapere da che parte stare, per lottare finché non avremo visto la parola fine a questa vergogna dell'umanità.
CollettivoAnimalista



LA VIVISEZIONE IN EUROPA, FIRMA LA PETIZIONE

 Descrizione

Nel 1986 il Consiglio Europeo ha adottato la Direttiva 86/609/CEE relativa alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali e per altri scopi scientifici. La Direttiva regolamenta l'utilizzo degli animali da laboratorio nell'UE ma, risalendo a 20 anni fa, è assolutamente datata e necessita urgentemente di una revisione, che avra' luogo entro qualche mese.
L'iniziativa "Sostituzione degli esperimenti su animali in Europa" fa pressione sui legislatori dell'UE affinchè sfruttino questa opportunità impegnandosi a sviluppare ed implementare metodi che non comportino l'uso di animali e che potrebbero salvare milioni di animali da laboratorio e migliorare la qualità della ricerca e della sperimentazione.
L'iniziativa si basa su una petizione lanciata in tutta Europa: AgireOra Network collabora attraverso la traduzione in italiano della petizione e la sua diffusione in Italia.
E' estremamente importante riuscire a dimostrare che i cittadini dell'UE desiderano porre fine agli esperimenti su animali in Europa. L'iniziativa intende raccogliere migliaia di firme e portare il messaggio di tutti i firmatari direttamente a Bruxelles in un momento chiave del processo legislativo.
Promotore
L'iniziativa e' promossa dal Dr Hadwen Trust for Humane Research (Fondazione Dr. Hadwen per una Ricerca Umanitaria), appoggiato da vari gruppi per la protezione di animali e consumatori di tutta Europa.

Cosa puoi fare tu

- Sottoscrivere la petizione on-line alla pagina:
http://www.endeuanimaltests.org/languages/italian/sign.php
e invitare quante piu' persone possibile a fare altrettanto.
- Scaricare il modulo cartaceo per la raccolta firme e raccoglierle ai tavoli informativi, in famiglia, tra i propri conoscenti, in ogni modo possibile! Sulla petizione e' indicato l'indirizzo a cui spedirla. Puoi scaricarla alla pagina:
http://www.endeuanimaltests.org/languages/italian/ItalianPDF.pdf
- Pubblicizzare sul tuo sito questa iniziativa, utilizzando l'immagine che trovi qui:
http://www.agireora.org/img/italian_vivis_ue.gif
e facendola puntare alla pagina
http://www.agireora.org/progetti/endeutest.html
o direttamente alla pagina in italiano del sito inglese:
http://www.endeuanimaltests.org/languages/italian/index.php



DIETRO LE PELLICCE C'E' IL MASSACRO

Questo articolo è stato tratto da www.collettivoanimalista.org con lo scopo di informare sulla crudeltà di noi umani (se così possiamo ancora definirci) nei confronti degli animali. Noi siamo responsabili non solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremmo potuto impedire - come scrive Peter Singer - e pertanto il nostro impegno deve essere quello di impedire ogni tipo di maltrattamento, ogni minima ingiustizia ai danni di un animale. 
NON PENSARE "tanto ci sono già gli altri che lo fanno"... 
AGISCI ANCHE TU! OGNUNO DI NOI PUO’ FARE TANTO PER DIFENDERE LA LIBERTA’ E LA VITA DI UN ANIMALE : tieniti aggiornato e partecipa alle campagne di protesta con presidi o invio mail organizzate via internet; firma e condividi le petizioni dai siti web; organizza banchetti di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, chiedi il materiale informativo ad ogni gruppo o associazione che più é conforme al tuo modo di sentire, e discutine con loro; fai volantinaggio informativo, distribuisci i CD esplicativi, sensibilizza le persone che hai intorno. 


ARTICOLO: "DIETRO LE PELLICCE C'E' IL MASSACRO" :




Basta con le pellicce, ma ricorda che anche i colli, i cappucci e i polsi di “peluche” sono pelli di animali scuoiati che hanno vissuto soffrendo e sono stati uccisi in maniera brutale. Lo faresti al tuo cane o gatto o a quello dei tuoi amici? No, giustamente. E perché agli altri animali sì?

BASTA CON LE PELLICCE
E CON GLI INSERTI DI PELLICCIA.
BASTA CON LA CRUDELTA’ PER LA VANITA’.

Cosa puoi fare tu
- Non comprare mai capi di vestiario decorati in pelliccia, nemmeno se sembra pelliccia finta.
- Evita i negozi che vendono questi prodotti, non comprare da loro nemmeno altri vestiti, fino a che non eliminano del tutto dal loro negozio questi indumenti fatti di animali uccisi.
Negli allevamenti
Negli allevamenti, gli animali sono costretti a vivere in gabbie piccolissime, impossibilitati a muoversi, a seguire i propri istinti e ad avere una normale vita sociale. Per la disperazione, si spezzano i denti mordendo la gabbia, si feriscono da soli, o diventano aggressivi coi compagni. Infine vengono uccisi: la scatola cranica gli viene fracassata, oppure vengono colpiti alla nuca da una bastonata, o gli vengono spezzate le vertebre cervicali torcendogli la testa. Non mancano l’uccisione col gas o per elettrocuzione, cioè scariche elettriche inferte con elettrodi introdotti nella bocca e nell’ano.
In natura
In natura vengono uccisi ogni anno decine di milioni di animali. Le trappole bloccano in una morsa d’acciaio una zampa dell’animale, che aspetta per ore o giorni il cacciatore che poi lo soffocherà lentamente (per non sciupare il pelo) premendo sul torace. I 2/3 degli animali intrappolati vengono soprannominati “spazzatura”, trattandosi di animali non “da pelliccia”, o di animali domestici. A volte, per riuscire a liberarsi, gli animali si staccano a morsi le zampe imprigionate tra i denti metallici della tagliola, e scappano, morendo presto dissanguati. Un esempio di crudeltà e vergogna è il modo in cui sono uccisi i cuccioli di foca: davanti alla loro mamma, vengono tramortiti con un randello e scuoiati vivi da persone insensibili alle loro urla e ai loro pianti.

IL VERO COSTO DELLE PELLICCE
Studio sull’industria intensiva di animali da pelliccia




L'uso di pellicce animali nell'abbigliamento è un argomento molto controverso da vari decenni, ma, con la diffusione di informazioni sulla crudeltà e le sofferenze che comporta, è sempre più chiaro che l'allevamento e l'uccisione di animali selvatici per la loro pelliccia non è una pratica etica. Gli animali da pelliccia cresciuti in allevamenti intensivi, soffrono terribilmente; trascorrono le loro brevi, misere vite in ambienti squallidi, nella paura e l’angoscia, soffrendo a causa di lesioni, infezioni e deformità. Alcune delle più popolari specie di animali allevati per le loro pellicce sono visoni e volpi, eppure nessuna delle due specie è stata addomesticata nel corso dei secoli per renderli adatti alla vita in prossimità degli esseri umani, o in prossimità gli uni degli altri, al contrario degli animali domestici da fattoria, mucche e pecore. Sono animali selvatici: mantengono tutti i loro istinti e bisogni selvatici. Affermare che la loro natura sia cambiata o che i bisogni comportamentali siano stati modificati dall'allevamento in cattività per alcune generazioni sono false e prive di fondamento scientifico. Sono timidi e temono gli uomini e gli altri animali; in tal modo le loro sofferenze mentali ed emotive sono aggravate in un ambiente di allevamento intensivo.
Coloro che desiderano indossare una pelliccia animale devono quindi assumersi la responsabilità per il modo in cui viene prodotto il prodotto che indossano. Gli animali uccisi per produrre questi capi di vestiario sono tenuti in gabbie anguste, fatte di reti metalliche e soffrono a causa di ferite e deformità fisiche, così come di anomalie comportamentali indicative di danni psicologici, elementi che evidenziano che gli animali non possono sopportare l'ambiente in cui si trovano.
  • Fino a 15-20 volpi soffrono e muoiono per un cappotto di pelliccia
  • Fino a 60-80 visoni soffrono e muoiono per un cappotto di visone
Nonostante le campagne educative che mettono in luce la crudeltà e la sofferenza che implica indossare una pelliccia, alcuni stilisti stanno scegliendo di utilizzare questo prodotto immorale nelle loro collezioni. Eppure esistono una serie di materiali sostitutivi che possono riprodurre l'aspetto della pelliccia, ispirandosi alla bellezza del mondo naturale. In particolare gli stilisti devono assumersi la responsabilità per le sofferenze inutili causate dalla loro scelta di prodotto. Quanto meno, ogni stilista, se desidera usare le pellicce, dovrebbe controllare le condizioni degli animali allevati e uccisi per il prodotto che desiderano. Non c'è giustificazione per accettare le rassicurazioni dell'industria a scatola chiusa, questo è un problema di responsabilità personale, lo stilista crea una domanda per un prodotto che causa sofferenze orribili e una morte atroce a milioni di animali.
Questa relazione si basa su uno studio di sette mesi delle condizioni di un campione casuale di 30 siti di produzione di pelli di visone e di volpe in Finlandia per l'industria mondiale della pelliccia. Di circa 1100 allevamenti di pelliccia presenti in Finlandia162 questa cifra rappresenta un campione statisticamente rilevante. L’Associazione Finlandese di Allevatori di animali da pelliccia afferma che il 47% della produzione di pelli della Finlandia proviene da allevamenti certificati e che il 25% degli allevamenti di pelliccia sono stati certificati. Dunque da questo campione ci si dovrebbe aspettare che parecchie strutture siano controllate.


CERTIFICAZIONE:


Lo scopo del programma di certificazione finlandese per allevamenti di animali da pelliccia è rassicurare i consumatori, il pubblico e le autorità che le pelli provengono da allevamenti che operano seguendo i criteri di tutela e benessere richiesti dalla legislazione125. “Il programma di certificazione offre ulteriori rassicurazioni, perché i consumatori vogliono sapere l’origine del prodotto e essere rassicurati del trattamento etico dello stesso.
Lo schema vanta anche la "trasparenza". Per cui speriamo che la nostra sincera valutazione sarà ben accolta dall’industria. Il volantino della certificazione dell’Associazione Finlandese di Allevatori di animali da pelliccia sostiene che: “Un ambiente di allevamento pulito contribuisce al benessere e al comfort sia degli animali che dei produttori di pellicce". E che “La base di tutto il sistema è la cura individuale e il controllo di tutti gli animali, mentre si presta particolare attenzione al benessere degli animali durante tutta la catena di produzione” .
Per quel che riguarda gli standard di tutela e benessere degli animali, il sito web dell’Associazione Finlandese di Allevatori di animali da pelliccia offre ai consumatori e al pubblico rassicurazioni ancora più incoraggianti:
“Tutti gli animali da pelliccia in Finlandia sono allevati in maniera che rispetti il loro benessere. I metodi di allevamento e cura moderni si basano su una lunga esperienza e sulla ricerca dell’industria degli animali da pelliccia. Per anni abbiamo studiato le condizioni di allevamento, il comportamento e il benessere degli animali da pelliccia, così come questioni ambientali connesse agli allevamenti di animali da pelliccia e la composizione dei mangimi usati negli allevamenti. Studiamo e sviluppiamo continuamente metodi per gestire i problemi legati allo spazio e le esigenze di stimoli degli animali da pelliccia, insieme alle questioni ambientali, per offrire agli animali condizioni di vita buone per quanto è possibile.”
“In Finlandia, la cura e l’allevamento degli animali da pelliccia e la produzione di mangimi hanno standard molto alti.”
“Prendersi cura del benessere degli animali è la base per l’allevamento di tutti gli animali addomesticati. Negli allevamenti di animali da pelliccia finlandesi, gli animali sono trattati con cura e professionalità.”
“Le autorità controllano la conformità alla legislazione eseguendo, ad esempio, ispezioni annuali su benessere e igiene degli animali. Durante questi controlli valutano gli aspetti seguenti: le dimensioni, il numero di animali per gabbia, il materiale con cui sono state prodotte le reti della base, la via di fuga-uscita di sicurezza di capanni con apertura laterale, i materiali con cui sono prodotte le vasche per l'acqua, che tipo di riparo e tana hanno gli animali, se sono utilizzati bastoncini da masticare, e come vengono smaltite le carcasse.”
Queste affermazioni sono state verificate osservando dove e come sono tenuti gli animali, le condizioni di salute e benessere, con più di sette ore di registrazioni video, e mille e cinquecento fotografie.
La nostra conclusione è che nessuno degli allevamenti si può ritenere minimamente all’altezza delle rassicurazioni sostenute dall’Associazione, ed alcune delle lesioni agli animali erano raccapriccianti.
Abbiamo trovato animali con ferite aperte e infette, infezioni agli occhi, animali la cui coda è stata recisa da morsi, zampe deformate, disturbi alle gengive con conseguente difficoltà a mangiare e bere, cuccioli con le zampe che si incastrano nella pavimentazione a rete della gabbia, gabbie e strutture fatiscenti, animali sofferenti ed incuria. Tra gli episodi specifici delle lacune nella cura degli animali qui riportati si annoverano:
  • Chiari segni di infezioni o malattie non trattate negli occhi, vie nasali e orecchie.
  • Volpi con masse gengivali visibili, che a volte avvolgevano interamente i denti.
  • Ferite aperte, mutilazione della coda.
  • Arti malformati.
  • Gabbie fatiscenti con fili e reti appuntite che sporgevano nello spazio vitale degli animali, con possibilità di causare lesioni.
  • Vasche per l’acqua vuote, sporche e rotte.
La cosa che è più difficile descrivere in questo studio è la sofferenza mentale a lungo termine degli animali in cattività. Si potrebbe sostenere che gli animali giovani uccisi per le pelli non soffrono per periodi lunghi delle deprivazioni del proprio habitat, come invece fanno gli esemplari più adulti di allevamento, dato che sono uccisi pochi mesi dopo la nascita. Tuttavia, le riprese e le fotografie rendono chiaro che gli animali soffrono terribilmente. Tutto questo per un prodotto superfluo per cui esistono alternative.
Tutto ciò non ha niente a che vedere con il consumo di carne, come alcuni produttori di pellicce sostengono. Il benessere degli animali è una cosa ben diversa. Non ci sono scuse per sostenere un industria che causa sofferenze così brutali.
In tutto il mondo, circa 50 milioni di pelli di animali da pelliccia sono prodotte all’anno. La Finlandia è uno dei quattro paesi produttori principali al mondo e il più grande produttore di pellicce di volpe azzurra 1.166. Tra il 2007 e il 2008, le vendite totali di pellicce hanno raggiunto €325,7 milioni, con quasi 9,5 milioni di pelli vendute. Nel 2007, la Finlandia ha dichiarato 411.000 volpi di allevamento, che hanno prodotto 987.000 cuccioli121; la produzione annuale di pelli è circa 4 milioni all’anno132,133,134,165. In questo modo la Finlandia produce circa l’8%, o 1/12° delle pelli prodotte ogni anno nel mondo. Si tratta di un’industria ricca, ma sembra che di questa ricchezza nessuna parte sia reinvestita nel benessere animale.


AZIONI INTERNAZIONALI SUGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI DI ANIMALI DA PELLICCIA


Sempre di più i governi nel mondo devono rispondere delle inequivocabili sofferenze che quest'industria causa, e al contempo dell'interesse pubblico condiviso sulla crudeltà e l'impatto ambientale degli allevamenti intensivi di animali da pelliccia:
  • Inghilterra e Galles hanno vietato gli allevamenti di animali da pelliccia a novembre del 2000, seguiti dall’introduzione del divieto in Scozia a ottobre 2001
  •  L’Austria è stata il primo stato membro dell’UE a vietare gli allevamenti di animali da pelliccia quando 9 regioni hanno introdotto tale divieto negli anni ’90. L’ultimo allevamento di visone ha chiuso a giugno del 1998.
  • Nei Paesi Bassi, allevamenti di volpi e cincillà sono stati vietati dal 1995 e 1997 rispettivamente. A giugno 2009 la camera bassa del parlamento olandese ha approvato il divieto sugli allevamenti di visoni che sta passando alla camera superiore del parlamento.
  • In Croazia la legge del 2006 sulla Tutela degli animali proibisce di allevare animali per la produzione dei pellicce.
  • In Israele, è stata recentemente approvata una proposta sull’estensione della legge contro la produzione, manifattura, importazione, esportazione e vendita di pellicce che protegga tutti gli animali, a seguito di una precedente decisione di vietare l’uso di pellicce di cani e gatti. Ci sono alcune esenzioni per fini religiosi.
  • L’Unione Europea ha vietato l’uso di trappole a tagliola per gli animali selvatici , così come l’importazione di pelli di animali che sono stati catturati con tagliole.


IL COMPORTAMENTO E LO STILE DI VITA NATURALE DI VOLPI E VISONI


Considerando lo stile di vita naturale e l’ambiente di volpi e visoni e paragonandolo con le condizioni negli allevamenti intensivi si può stabilire il livello e la portata della sofferenza causata o probabile. Sia volpi che visoni sono per natura timidi e riservati. Spesso si aggirano per territori abbastanza vasti e di solito sono cacciatori solitari. I visoni difendono fieramente il proprio territorio e sono animali semiacquatici, ragion per cui, per natura, passano molto tempo in acqua. Entrambe le specie istintivamente evitano il contatto umano e studi accademici hanno dimostrato che sono spaventati dagli esseri umani negli allevamenti intensivi.
In America e Europa i visoni abitano in vari ambienti paludosi, tra cui ruscelli, fiumi, laghi, paludi di acqua dolce e salata, e sulle coste. I visoni sono principalmente attivi in od entro 100-200m di acqua. Secondo uno studio, citato da Broom e Nimon, che ha utilizzato un sistema di monitoraggio radio, entrambi i sessi nuotano per circa 250m quasi tutti i giorni e a volte due volte al giorno. Una grossa percentuale della dieta dei visoni selvatici proviene da fonti acquatiche. “è chiaro che nuotare e immergersi è una parte molto significativa dello stile di vita dei visoni”.
Le riprese dei visoni in questi allevamenti non mostrano alcun accesso all’acqua. In ogni caso in queste condizioni l’acqua si congelerebbe alle basse temperature e quindi non sarebbe disponibile per gli animali. Al contrario, sono ammassati in aride gabbie strette senza aver modo di esprimere il loro comportamento naturale nuotando e procurandosi il cibo. Non riuscire ad esprimere il comportamento naturale selvatico è una fonte nota di frustrazione per gli animali tenuti in cattività.
Due specie di volpi sono allevate per la pelliccia, la volpe argentata, una varietà delle volpi rosse (Vulpes vulpes), e la volpe azzurra, una varietà della volpe artica (Alopex lagopus)3. Le volpi sono animali timidi, riservati, la tana è importante per loro, quindi quando sono libere vivono sotto il terreno. Le volpi artiche scavano in profondità sotto la neve, sopravvivendo in condizioni atmosferiche che possono raggiungere i -50ºC 4. Le volpi stabiliscono il proprio territorio che varia da 400 a 1600ha; nell’artico, il loro territorio arriva anche a 3000ha .
Le volpi si nutrono in maniera opportunistica, consumando piccoli mammiferi, pesce, uova di uccelli, erba, invertebrati, bacche e frutta. Quando c’è un surplus di cibo, le volpi lo nascondono in piccole cavità, nascoste sotto la terra e coperto da ramoscelli. Le volpi artiche mangiano anche alghe e placenta di foca. Una volpe femmina cerca un’area asciutta e protetta come una tana fatta di terra per dare alla luce i cuccioli, di solito da quattro a sei piccoli. I cuccioli appena nati non hanno capacità motorie, visive o uditive e aprono completamente gli occhi e le orecchie solo tra gli 11 e i 20 giorni di età. Ancora più importante non possono regolare la propria temperatura corporea. L’allattamento inizia quando la femmina richiama i cuccioli fuori dalla tana o quando i cuccioli si strofinano contro la pancia della madre. È ovvio che gli spazi ridotti e la maniera in cui sono esposte negli allevamenti di animali da pelliccia non permettono loro di esprimere il comportamento naturale; tale deprivazione del loro habitat causa, come è noto, situazioni di stress che portano a danni psicologici e comportamentali. Date le circostanze: restrizione degli spazi, gabbie di rete metallica prive di spazi riservati, è inevitabile che questi animali soffrano terribilmente.


LE VOLPI SONO ANIMALI SELVATICI

Le specie animali allevate per la loro pelliccia non sono addomesticate e hanno le stesse esigenze delle loro controparti selvatiche. Diversi studi hanno concluso che, "In generale, rispetto ad altri animali allevati, le specie allevate per la loro pelliccia sono state soggette a una selezione attiva minima che si limita alle caratteristiche della loro pelliccia”. Il risultato è che “le varietà geneticamente meno spaventate non sono usate per il commercio, e gli allevatori non dedicano necessariamente il tempo necessario per occuparsi adeguatamente di tutte le volpi. Di conseguenza, la paura nei confronti degli esseri umani è un problema di benessere principale ed è molto diffuso negli allevamenti di volpi”.


SALUTE E BENESSERE DEGLI ANIMALI

Chiunque legga questa relazione e guardi il video può chiaramente vedere che le gabbie degli animali avevano pavimentazioni e pareti fatte di reti metalliche. I ripiani, ove presenti, erano spesso crollati, la rete metallica era spesso rotta, sporgentee arrugginitacausando facilmente ferite all'animale. I dosatori d'acqua erano a volte vuoti, pieni di acqua stagnante e verde, pelooppure rotti e straripanti. In un caso, lo stesso contenitore dell'acqua si era rotto ed era dentro la gabbia. Il cibo è stato visto sparso all'interno delle gabbie che frequentemente apparivano sporche e incrostate di pelo vecchio. L'aspetto complessivo degli allevamenti e delle gabbie era fatiscentee trascurato. Oltre al generale cattivo stato, la maggior parte delle gabbie non conteneva alcun elemento aggiuntivo. L'”elemento aggiuntivo”, dove presente, è di solito un pezzo di legnoo un osso buco vuoto.
Uno studio scientifico sul benessere delle volpi d'allevamento ha espresso preoccupazioni al riguardo e si è posto questa domanda: “le volpi hanno la capacità di adattarsi completamente alle condizioni dell'allevamento e quindi, possono vivere in condizioni di benessere in cattività?”. È stato notato che le volpi in allevamento “sono quasi sempre tenute in piccole, gabbie aride e contigue, senza alcun elemento aggiuntivo a parte una scatola-tana di legno quando partoriscono e qualche volta un ripiano di rete metallica. Vivono in un ambiente sociale molto statico, determinato casualmente. Non hanno la possibilità di allontanarsi a debita distanza o trovare rifugio se ricevono stimoli negativi, come la presenza di soggetti della stessa specie o esseri umani”; inevitabilmente “E' chiaro che il benessere delle volpi d'allevamento nelle tipiche gabbie aride di rete metallica è messo a dura prova”. A parte le gabbie fatiscenti e potenzialmente pericolose che abbiamo visto, gli animali stessi sono spesso in uno stato pietoso. Alcuni sono privi di coda: un moncone di coda era rosso sanguinante e sporgente. C'erano animali morti nelle gabbie, uno dei quali era stato mangiato dal compagno di gabbiae un cucciolo era morto da abbastanza tempo perché fossero presenti le larve. Mentre la madre odorava il corpo, erano chiaramente visibili una ferita sulla spalla e una chiazza ruvida e spelacchiata dietro una delle orecchie avvizzite. Mentre si potrebbe obiettare che alcune ferite o incidenti (a parte il corpo con le larve) potrebbero verificarsi nell'arco di poche ore e sono quindi al di là del controllo dell’allevatore, altre condizioni erano chiaramente presenti da periodi di tempo lunghi, forse da mesi. Osservazioni e registrazioni comprendono animali con fauci evidentemente deformate, che erano incapaci di chiudere; occhi infetti e lacrimazione, spesso fino al punto che non era chiaro se l'occhio dell'animale ci fosse.
Alcuni animali erano ridotti in una condizione in cui le loro orecchie erano divenute avvizzite e deformi, tanto che un animale sembrava non aver orecchie. Una visione comune era anche quella di volpi con arti anormali, che stavano goffamente in piedi sul pavimento a rete delle loro gabbie, arti piegati in direzioni estreme, che non mostrano il passo sulla punta delle zampe tipico della loro specie.


OCCHI

Come menzionato in precedenza, molti animali mostravano problemi di emissioni da uno o entrambi gli occhi. Un cucciolo di volpe aveva entrambi gli occhi opachi, con le pupille che sembravano tumefatte; se fosse in grado di vedere non è chiaro. Un altro animale presentava un’infezione o lesione all’occhio, era impossibile vedere se l’occhio c’era o meno. Queste condizioni degli occhi possono peggiorare a causa della mancanza di igiene delle gabbie e a causa del fatto che gli animali hanno artigli eccessivamente lunghi, che rendono ancora più grave l’irritazione se si strusciano gli occhi. Tali condizioni chiaramente stressanti possono essere dovute all’entropion che è descritto come “Una condizione genetica complessa che genera una rotazione della palpebra superiore o inferiore, che può potenzialmente provocare un’ulcera alla cornea”. Ciò è rilevante in quanto “L’entropion è stato osservato solitamente in diversi esemplari tra le volpi azzurre durante la stagione invernale. Causa congiuntivite nell’occhio o negli occhi colpiti. Tale disturbo, che per certi aspetti sembra ereditario, finora non è stato studiato in maniera sistematica. Gli allevatori sono stati avvisati di non utilizzare gli esemplari affetti per la riproduzione”. Tuttavia, anche se questi animali non sono utilizzati per la riproduzione, hanno comunque disturbi agli occhi e senza dubbio soffrono


MALATTIE ALLA BOCCA

Alcuni animali sembravano affetti da una malattia chiamata iperplasia gengivale (crescita fuori dal normale delle gengive) una condizione che colpisce alcune razze di cani domestici. Alcuni esemplari soffrivano chiaramente di questo disturbo da un periodo di tempo considerevole, dato che l’estensione del tessuto gengivale era talmente estrema da impedire loro di chiudere la bocca, causando problemi per mangiare e bere. Vedere il riquadro dello studio del caso specifico seguente. Questo non è un problema nuovo: “Dagli anni ’40, le volpi di allevamento hanno manifestato un disturbo alle gengive ereditario, chiamato gengivite iperplastica ereditaria (HHG)  associata con animali con pelliccia lunga e folta”. Tale condizione “alla fine inibisce il funzionamento normale ed è problematica in termini di benessere animale e fattori economici”. La gengiva cresce fino alla corona dei denti e si ispessisce. Ciò può danneggiare i legamenti e le ossa della mascella, quindi il problema deve essere risolto. Se non viene trattato, questo disturbo può portare ad allargamenti del tessuto.


SALUTE ANIMALE: INFEZIONI AGLI OCCHI E ALLA BOCCA

Le infezioni sono un problema diffuso che coinvolge animali di tutte le età e specie. Molti animali avevano sofferto di problemi agli occhi. Tra i problemi riscontrati, c'erano occhi gonfi e appannati. Un’altra condizione era la rotazione delle palpebre, che causava lacrimazione e ulcere. I sintomi osservati includevano costante sbattimento delle palpebre, occhi opachie pus intorno agli occhi. In alcuni casi l’occhio dell’animale aveva prodotto una quantità tale di secrezioni da incrostare il pelo intorno all’occhio e sul muso. È probabile che molti di questi animali soffrissero di danni alla vista.
Infezioni alla bocca: sono state rilevate masse nel cavo orale delle volpi con vari livelli di gravità. Il tessuto delle gengive in eccesso, che può essere trattato nei cani domestici, è stato trascurato al punto da raggiungere livelli spaventosi in alcuni animali. In una volpe, il problema era avanzato al punto che la gengiva fuoriusciva dalla mascella superiore e inferiore, completamente avvolgendo i denti, e quindi causando difficoltà a mangiare e bere40.


SALUTE ANIMALE: LESIONI E DEFORMAZIONI DEGLI ARTI LEGATE ALLE CONDIZIONI DELLE GABBIE

Come risultato di strutture anguste, gli animali hanno sofferto lesioni da altri compagni di gabbia con cui erano rinchiusi. Tra queste ricordiamo orecchie strappate e morsi, coda mutilata con moncone aperto ed espostoe ferite aperte in varie parti del corpo. Come risultato della natura della rete metallica, molti degli animali mostravano una postura anormale quando camminavano. Le volpi normalmente camminano sulle punte delle zampe, ma le volpi di allevamento spesso camminavano appoggiando la zampa completamente sulla pavimentazione (con il retro della zampa appoggiato sul fondo della gabbia)54,9, che indicava un tentativo di muoversi sulla rete in maniera comoda per le lore zampe. In particolare un animale presentava i segni di una precedente frattura della zampa. Tale ferita non era stata curata, o per lo meno non nella maniera adeguata; era guarita lasciando l’animale con una zampa avvizzita e contratta.


STUDIO DI UN CASO SPECIFICO: ESEMPLARE MASCHIO DI VOLPE CHE SOFFRE DA TEMPO

Dallo stato di salute degli animali, è chiaro che molte condizioni facilmente riconoscibili non hanno ricevuto la necessaria attenzione. Un esemplare di volpe maschio è stato filmato in tre diverse occasioni. Nel primo caso, l'animale era chiaramente e gravemente colpito da un disturbo che causava una strana inclinazione della testa da una parte. Questa condizione causava problemi anche agli occhi e alla bocca che perdevano liquidi. L’esemplare mostrava anche artigli esageratamente cresciuti ed un orecchio avvizzito. Durante la seconda visita, quasi 4 settimane dopo, l’animale si trovava nelle stesse terribili condizioni, se non in condizioni leggermente peggiori, ed era tormentato dalle mosche. Circa 13 settimane dopo l’animale appariva in pessimo stato, con la testa inclinata ad uno strano angolo, la pelliccia macchiata intorno alla bocca e alla gola e disturbi alle orecchie.


STRUTTURE PER GLI ANIMALI

Come menzionato precedentemente, molte gabbie riprese durante lo studio erano ricoperte di pelo e sporcizia; alcune avevano parti della rete rotte e sporgenti che costituivano una possibile causa di ferite per gli animali. Inoltre lo stato di cattività, in particolare in gabbie così piccole, causa danni mentali e fisici agli animali.


PERDITA DI PELO SULLA CODA

Molte volpi mostravano chiazze bianche alla base della coda, possibile sintomo di malattie o lesioni precedenti. Uno studio ha descritto una condizione che colpisce i visoni: “l’Alopecia psicogenica", che a volte è causata da un’eccessiva auto-pulizia del pelo, è stata collegata allo stress in varie specie. I visoni con chiazze di pelo rado o assente, in particolare sulla coda, si trovano in ogni allevamento. Osservando attentamente si nota che sono causate dal fatto che gli animali si succhiano o si mordono. La pelliccia sulla parte posteriore della schiena e/o sulla coda, può essere più corta o anche completamente priva di pelo: chiaramente è stata leccata e morsa fino alla rimozione del pelo”.
È possibile che le chiazze sulla coda delle volpi siano state causate da morsi alla coda subiti in precedenza dato che alcune chiazze risultano guaritementre alcune chiazze sulla coda sono chiaramente ferite recenti.


COMPORTAMENTO ANORMALE

Comportamenti anormali, e ripetitivi sono spesso definiti ‘stereotipici’ dai comportamentisti degli animali. Si verificano quando un animale passa lunghi periodi di tempo ripetendo un movimento od un’attività anormale ed è un indicatore che l’animale è stressato, incapace di gestire l’ambiente in cui si trova.Alcuni animali osservati in questo studio hanno mostrato un comportamento anormale o frustrato ripetendo lo stesso movimento, senza un chiaro proposito. I problemi comportamentali includevano: animali che camminavano per tempi prolungati in circolo intorno alla gabbia, e alcuni comportamenti più gravi, ad esempio, volpi che saltavano freneticamente nella gabbia, scattando da un angolo all’altro.
Gli animali possono mostrare segni di disturbo mentale. Attualmente gli studi sugli animali allevati hanno concluso che “La portata del comportamento stereotipato nelle volpi da allevamento non è adeguatamente documentata”. E, “dato che le volpi possono mostrare stereotipi quando non sono presenti esseri umani ma cessano in presenza di persone, il fatto che non si osservino stereotipi non significa che non si verifichino”.


POSIZIONI, LOCOMOZIONE E ARTI ANORMALI

Molte volpi avevano arti chiaramente anormali. Invece di stare sulla punta delle zampe, come fanno solitamente le volpi, una posizione chiamata ‘digitigrado’, appoggiavano il peso su tutta la pianta del piede, posizione nota come ‘plantigrado’. Ci sono pochi documenti scientifici sui problemi agli arti nei canidi di allevamento, dato che “Problemi di conformazione, in particolare locomozione plantigrada anziché digitigrada, pare non abbiano ricevuto molta o addirittura nessun attenzione”. Il problema potrebbe essere dovuto alla genetica degli animali o al pavimento in rete metallica su cui devono appoggiarsi e rimanere per tutta la loro vita. Le dimensioni dei fori della rete possono aver causato questa posizione atipica negli animali, che tentavano di rendere più comodi i movimenti intorno alla gabba; la distorsione dell'arto può essere avvenuta col passare del tempo. Studiando la fisiologia delle volpi variando le dimensioni della gabbia e il tipo di pavimentazione, si è scoperto che la flessione della parte anteriore della zampa tende a verificarsi più spesso su pavimenti a rete rispetto a quelli con la terra. Inoltre, nelle gabbie più piccole era maggiore il numero di esemplari colpiti da questo disturbo della zampa. La relazione del comitato europeo SCAHAW (Comitato scientifico della salute e del benessere degli animali) conclude la sezione sul benessere delle volpi di allevamento con le considerazioni seguenti sulle gabbie delle volpi: “In particolare, [le gabbie] impongono un ambiente fisico monotono, limitano l’esercizio fisico e comportamenti specifici della specie come scavare. Riguardo alla mancanza di esercizio fisico, le ossa degli arti sono significativamente più deboli di quelle di volpi tenute in gabbie più grosse in cui possono fare più movimento”. Nella stessa sezione si riporta il verificarsi di “problemi locomotori e entropion nelle volpi azzurre”. Una volpe in questo studio sembrava aver sofferto di lesioni ad una zampa posteriore, con conseguente forte atrofia che ha reso l'arto inutilizzabile: era quasi impossibile riconoscere la zampa. L'esemplare non riusciva a camminare


CANNIBALISMO E MUTILAZIONE DELLA CODA

Alcune volpi avevano la coda mutilata. Quando la mutilazione era recente, l’animale mostrava un moncone rosso, aperto e sporgente. Il dolore dell’animale si può solo immaginare, tanto più se la volpe che ha mutilato la coda continua a tormentare la ferita. In una gabbia, due animali avevano la coda mutilata. “L’uccisione e le lesioni sui cuccioli (mutilazione della coda, morsi) da parte delle madri è stata riportata come un problema comune degli allevamenti di volpi, e ci sono anche diversi studi comparati che hanno preso in esame questa questione”.
Una volpe rossa aveva una ferita profonda aperta sul retro del collo. Inoltre, c’era un visone che aveva perso un orecchio, con risultante recente ferita aperta. Una volpe era morta ed era stata in parte mangiata dagli altri esemplari della gabbia. La relazione SCAHAW discute le conclusioni di un altro studio che riguarda l’infanticidio delle volpi e quanto questo sia un “importante problema di benessere per i cuccioli data la loro probabile sensibilità al dolore. È stata descritta una relazione chiara tra l’infanticidio e i morsi alla coda dei cuccioli. L’infanticidio spesso cominciava con morsi alla coda, e alcune volpi femmine mordevano solamente la coda in alcuni anni ed uccidevano i cucciolo negli altri”.


ARTIGLI LUNGHI

Un documento scientifico recente ha indicato gli effetti dell’utilizzo di pavimentazioni in sabbia per le giovani volpi azzurre (Vulpes lagopus) e l’effetto sulla loro fisiologia. Secondo l’articolo la rottura degli artigli avviene più spesso in gruppi di volpi con pavimento a rete, e che gli animali con pavimenti di sabbia hanno un “miglior volume e qualità generale della pelliccia”. Gli autori hanno scoperto che “Il miglior volume e qualità generale della pelliccia nel gruppo con pavimento in sabbia potrebbe suggerire che tali volpi potevano dedicarsi a investire le proprie risorse nello sviluppo e crescita della pelliccia nelle loro brevi vite, cioè da agosto in poi, mentre le volpi del gruppo di controllo investivano le loro risorse nel gestire la situazione”. Gli artigli lunghi possono causare problemi dato che “si possono incastrare nella rete della gabbia e rompere, esponendo le volpi ad infezioni delle zampe [sic] che hanno impatto sul benessere degli animali sia in termini funzionali che sensoriali”.


POSSIBILI DISTURBI NEUROLOGICI

Alcune volpi erano indubbiamente in un deplorevole stato di salute, ma la causa di tale sofferenza era poco chiara. Un esemplare maschio teneva la testa inclinata con l’occhio destro più in alto. L’occhio era gravemente arrossato ed infiammato, l’altro quasi completamente chiuso, e l’orecchio sinistro era deperito. Il corpo, sotto la spessa pelliccia era magro, facendo sembrare la testa e gli arti troppo grandi. Si girava lentamente facendo dei cerchi, mentre fiutava l’aria. La parte inferiore del muso era scolorita dalla saliva e le zampe posteriori erano usate in maniera anormale, poggiando su tutta la parte posteriore dell’arto (plantigrado). Un altro esempio è un cucciolo in pessimo stato di salute. Era molto più piccolo dei compagni di gabbia e stava seduto con la testa appoggiata in un angolazione anormale e sembrava preoccupato ed agitato. Le zampe anteriori erano molto deformate e i suoi compagni di gabbia gli camminavano sopra. Sembrava ignaro di tutto. Le sue zampe erano deformate a tal punto che lo stomaco sembrava toccare il suolo.


VIOLAZIONE DELLE REGOLAMENTAZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI

Gli allevamenti presi in esame in questo studio sono obbligati a rispettare le leggi stabilite dal governo finlandese. Inoltre i regolamenti dell'Unione europea (UE) in materia di tutela degli animali di allevamento, compresi quelli allevati per la loro pelliccia, riguardano malattie, lesioni e cattivo stato di salute; alimentazione e abbeveramento; strutture/gabbie degli animali; soddisfazione delle esigenze comportamentali naturali dell’animale.
La rilevante legislazione nazionale è la legge sul Benessere Animale della Finlandia (247/1996)63, che si prefigge di proteggere gli animali da stress, dolore e sofferenza e di promuovere il benessere e le condizioni di trattamento ottimale degli animali. Inoltre, esiste anche il decreto n° 16/VLA/1999 in materia di Requisiti sulla Protezione degli animali riguardante l’allevamento di animali da pelliccia64. Quest’ultimo, in maniera più specifica contiene disposizioni che hanno lo scopo di proteggere gli animali da pelliccia da sofferenza e dolore. Un altro decreto rilevante che specifica ulteriormente la legge sul Benessere Animale, è il decreto sul Benessere animale (396/1996)65.
Nell’UE, gli animali da pelliccia sono protetti dalla Direttiva del consiglio europeo 98/58/EC che riguarda la tutela di animali negli allevamenti66. Le norme di questa direttiva si basano sulle esperienze passate e sulle conoscenze scientifiche attuali.


MALATTIE, LESIONI E CATTIVO STATO DI SALUTE


Le malattie e lesioni descritte in precedenza violano la legislazione sulla tutela degli animali, per esempio:
  • Animali le cui lesioni o malattie erano in stato avanzato, quindi non avevano ricevuto, o non in misura adeguata, le cure necessarie
  • Animali con lesioni o ferite aperte; senza la coda; con piaghe aperte
  • Arti anormali o malformati, andatura anormale, arti apparentemente rotti
  • Gengive gonfie e in eccesso, che impedivano all’animale di mangiare e bere; chiaramente sviluppate in un lungo periodo di tempo
  • Occhi con lesioni, infezioni o mancanti
Esempi di violazioni delle regolamentazioni nazionali ed internazionali
Malattie, lesioni e cattivo stato di salute
  • Artigli troppo cresciuti
  • Animali morti coperti di larve
Questi casi sono chiaramente previsti dalla legislazione, ad esempio:
  • Quando un animale si ammala, bisogna immediatamente fornire le cure adeguate. Il benessere e le condizioni
  • dell’animale devono essere controllate abbastanza spesso143,144,145
  • Quando un animale non reagisce alle cure, è necessario ottenere il prima possibile la consulenza del veterinario145.
  • Gli artigli degli animali devono essere accorciati come necessario146.
Alimentazione e abbeveraggio
  • Animali senza sufficiente acqua da bere
  • Vasche dell’acqua asciutte/ Sistema di abbeveraggio rotto, eccessivamente abbondante o con acqua che non scorre
  • Sistema di erogazione dell’ acqua evidentemente rotto
  • Vasche dell’acqua sporche, contaminate con alghe e pelo
  • Vasca dell’acqua rotta, con pezzi sulla pavimentazione della gabbia
  • Metodi di alimentazione che non tendono presenti le esigenze nutritive degli animali.
  • Cibo rovesciato e sparso nella gabbia
  • Le condizioni generali indicano che gli animali non sono controllati regolarmente e quindi trascurati
Questi casi sono chiaramente previsti dalla legislazione, ad esempio:
  • L’animale deve ricevere gli alimenti adatti, l’acqua e qualsiasi altra cura necessaria in quantità sufficiente e di buona qualità.
  • Le esigenze di ogni animale devono essere tenute presenti nell'alimentazione e si deve controllare che ogni animale riceva abbastanza nutrimento ed appropriato all'età e alla specie.
  • I recipienti di abbeveraggio e alimentazione devono essere tali da non causare lesioni agli animali da pelliccia.
  • Gli animali devono avere accesso ogni giorno ad un’adeguata quantità acqua pulita. I recipienti per l’abbeveraggio degli animali devono essere tenuti puliti.
Alimentazione e abbeveraggio
  • Ogni dispositivo essenziale per la salute e benessere dell’animale deve essere ispezionato almeno una volta al giorno. Laddove si riscontrino mancanze, è necessario provvedere immediatamente.
Strutture/gabbie per gli animali
  • Piccole gabbie, fatte di reti metalliche, non tengono in considerazione le esigenze degli animali
  • Le gabbie coperte di feci, pelo e sporcizia
  • Nessuno o minimi elementi aggiuntivi che ricordano l'habitat naturale
  • Gabbie rotte e danneggiate con punte taglienti e sporgenti che possono facilmente causare ferite
  • Cuccioli nella gabbie con reti metalliche troppo larghe le loro zampe, che si incastrano nella pavimentazione della gabbia facendoli cadere
  • Gabbie con cuccioli senza tana o nido: o senza uno strato che protegga i giovani animali
  • Ripiani crollati
Questi casi sono chiaramente previsti dalla legislazione, ad esempio:
  • Le strutture dove sono tenuti gli animali devono aver sufficiente spazio e illuminazione e devono essere protettive, pulite e sicure oltre che appropriate sotto altri punti di vista considerando le esigenza di ogni specie animale.
  • Il materiale e la fattura della gabbia deve essere tale da non causare danno alla salute o al benessere dell’animale. Le gabbie non devono avere spigoli e parti sporgenti che possano provocare lesioni agli animali. Se il fondo della gabbia è fatto di rete o materiale perforato, deve essere adatto alle specie a seconda di dimensioni, età e peso dell’animale.
  • Le volpi devono avere una tana per partorire e prendersi cura dei cuccioli. Le gabbie per le volpi devono essere fornite di un ripiano ad altezza consona in cui l’animale può stare sdraiato in posizione naturale. Le tane degli animali da pelliccia devono essere spaziose a sufficienza da permettere agli animali di risposare in posizione naturale.
Soddisfare il comportamento naturale degli animali
  • I bisogni fisiologici e comportamentali degli animali non vengono tenuti in considerazione nella progettazione delle gabbie. Confrontando il comportamento naturale delle volpi in ambienti selvatici e queste volpi negli allevamenti di pellicce in Finlandia è chiaro che questi animali soffrono terribilmente in ambiente così ristretti, ai quali sono incapaci di adattarsi e ciò comporta gravi sofferenze.
  • Si verificano comportamenti disturbati, anomali, indicativi di danni psicologici
Strutture/gabbie per gli animali
  • I problemi identificati includono un comportamento anomalo e frustrato che a volte diventa grave fino ad un possibile cannibalismo, dal momento che si sono osservati corpi parzialmente mangiati.
  • La maggior parte degli adulti mostra un' andatura anomala; piuttosto che camminare sulle punte delle zampe nel modo normale (digitigrado) si muovono appoggiando sul terreno un’area più ampia delle zampe. In confronto con il movimento naturale delle volpi nell'ambiente selvatico, il comportamento locomotorio di questi animali è ovviamente compromesso.
Questi casi sono chiaramente previsti dalla legislazione, ad esempio:
  • Mantenere la salute degli animali deve essere promosso nell'allevamento e i loro bisogni fisiologici e comportamentali devono essere tenuti in considerazione.
  • È necessario prestare particolare attenzione a tutti i possibili problemi comportamentali che nascono dallo stabilirsidi nuove relazioni sociali
  • I locali devono avere spazio sufficiente considerando gli specifici bisogni di ciascuna specie animale e non devono essere angusti in modo da causare inutili sofferenze. Gli animali devono essere in grado di stare in piedi e di riposare nella posizione normale così come di muoversi all'interno delle gabbie.
Uccisione
Il problema di quanto frequentemente gli animali da pelliccia vengano uccisi alla fine della loro vita, anche se è un elemento importante nella loro esperienza di vita, non viene trattato in modo approfondito in questa sede. Questa relazione si concentra sulla cura degli animali e sui problemi di gestione, anche se qui sotto si fornisce una breve descrizione dell'uccisione:
Il metodo di macellazione dipende dalle specie da uccidere e include alcune pratiche orribili come l'uccisione con il gas, l'elettrocuzione attraverso l'ano e la bocca e, per gli animali più piccoli, la rottura del collo. “Il metodo tradizionale per uccidere volpi d'allevamento è fulminarle con la corrente per tutto il corpo”. Con questo metodo la volpe viene immobilizzata per il collo e la coda mentre un filo metallico viene inserito nell'ano e nella bocca e applicata la corrente elettrica. L'Associazione Europea degli Allevatori di animali da pelliccia raccomanda che l'applicazione della corrente elettrica dovrebbe durare almeno 3 secondi.
Secondo le raccomandazioni dell'Associazione Medica Veterinaria americana riguardo all'elettrocuzione, “ i suoi svantaggi superano di gran lunga i vantaggi nella maggior parte delle applicazioni. Le tecniche che applicano la corrente elettrica dalla testa alla coda.... sono inaccettabili”. Si dovrebbe anche notare che l'uso dell'elettrocuzione per uccidere le volpi nel Regno Unito è vietato e quando le volpi venivano allevate nel RU , prima che fosse vietato l'allevamento di animali da pelliccia, venivano uccise con un'iniezione letale.
L'uccisione dei visoni viene condotta usando una camera a gas, che viene spostata lungo una gabbia e gli animali selezionati vengono uccisi. Fino a 30-50 visoni possono essere posti in una ‘gabbia della morte’ allo stesso tempo. “A meno che lo stato di incoscienza non sia istantaneo, è probabile che anch'essa causi stress”. È anche stato riportato che gli animali uccisi con questo metodo possono “accatastarsi l’uno sull’altro e morire, in parte, per soffocamento”.


CONCLUSIONE

Le video riprese mostrano il prodotto finale dell’allevamento di animali da pelliccia, oltre alle loro pelli: mucchi di corpi spellati e dissanguati, alcuni con la lingua morsicata e gonfia e gli occhi sporgenti. Chiari segni di una morte orribile alla fine di un’esistenza di terribile sofferenza. La pelliccia scartata dalle zampe degli animali rimane al suo posto.
Quest’industria enormemente ricca non ha risolto i problemi della crudeltà e sofferenza insite che continua a causare da decenni grazie alle “…cure individuali e controllo di tutti gli animali, mentre si presta particolare attenzione al benessere degli animali durante tutta la catena di produzione.”.
Date le circostanze di pressione dell'industria per aumentare costantemente i profitti, la natura selvatica di questi animali e la loro intelligenza, le esigenze emotive e psicologiche, è semplicemente impossibile che l'industria intensiva di pellicce riesca a fornire a questi animali le strutture che possano rendere il prodotto finale etico. È arrivato il momento di vietare tutti gli allevamenti di animali da pelliccia. Indossare pellicce animali non è mai etico. È crudele e socialmente inaccettabile.