martedì 4 ottobre 2016

GRACIELA, gattina di due mesi

 Aggiornamento 18 novembre 2016: ADOTTATA 

Le mamme arrivano sempre in punta di piedi, e così è arrivata lei, Augusta, a pochi passi da noi per dirci che aveva trovato il suo amore per la vita. Buona vita insieme!
 



Graciela e la sua storia

 




GRACIELA è uno stupenda gattina tigrata di circa 2 mesi! Fa parte di una cucciolata di 5 gattini "I Cuccioli di Stellina" nati tra le sterpaglie  a pochi passi dalla strada e tratti in salvo da una volontaria che li ha ospitati in casa per le cure necessarie. 

Graciela, insieme a tutti gli altri, è stata sottoposta al primo controllo veterinario che non ha riscontrato nulla di patologico. 

Questa bellissima batuffoletta caratterialmente è molto coccolona con mille fusa, affettuosissima, un pò timida, le piace tanto giocare con i peluche insieme ai suoi fratellini e si diverte anche con il piccolo cane presente in casa della volontaria. E' abituata alla casa, al contatto umano e utilizza la lettiera per i suoi bisogni.

Chi vuole adottarla può proporsi! 

Si affida con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com

La loro storia e altre foto a questo link http://associazionecli.blogspot.it/2016/09/i-7-cuccioli-di-stellina.html









LUCY, gattina di 2 mesi


Aggiornamento 07 novembre 2016: ADOTTATA 



La  nostra piccola Lucy ha fatto innamorare la sua nuova mamma Giovanna che è arrivata di corsa a prenderla. Nella sua nuova casa ha trovato tanto amore, quello che noi sognavamo per lei.


LUCY E LA SUA STORIA



LUCY è una bellissima gattina tigrata, giocherellona e ha 2 mesi! Fa parte di una cucciolata di 5 gattini "I Cuccioli di Stellina" nati tra le sterpaglie  a pochi passi dalla strada e tratti in salvo da una volontaria che li ha ospitati in casa per le cure necessarie. 

Lucy, insieme a tutti gli altri, è stata sottoposta al primo controllo veterinario che non ha riscontrato nulla di patologico. 

Questa bellissima puffetta è tanto coccolona, affettuosissima, gioca tanto con i fili di lana e con i peluche insieme ai suoi fratellini e si diverte anche con il piccolo cane presente in casa della volontaria. E' abituata alla casa, al contatto umano e utilizza la lettiera per i suoi bisogni.

Chi vuole adottarla può proporsi! 

Si affida con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com

La loro storia e altre foto a questo link http://associazionecli.blogspot.it/2016/09/i-7-cuccioli-di-stellina.html







PUMA, gattino di 2 mesi

aggiornamento 22 ott 2016 - PUMA ADOTTATO


Il nostro piccolo coccolone in questo momento è coccolato nella sua nuova casa dove ha la compagnia di un altro gatto. Un abbraccio alla sua mamma Annunziata e al suo papà che si sono innamorati di lui.


PUMA E LA SUA STORIA




PUMA è uno stupendo gattino rosso, giocherellone e ha 2 mesi! Fa parte di una cucciolata di 5 gattini "I Cuccioli di Stellina" nati tra le sterpaglie  a pochi passi dalla strada e tratti in salvo da una volontaria che li ha ospitati in casa per le cure necessarie. 

Puma, insieme a tutti gli altri, è stato sottoposto al primo controllo veterinario che non ha riscontrato nulla di patologico. 

Questo bellissimo batuffolo rosso tigrato è un gattino tanto coccolone, affettuosissimo, gioca tanto con i peluche insieme ai suoi fratellini e si diverte anche con il piccolo cane presente in casa della volontaria. 

Chi vuole adottarlo può proporsi! 

Si affida con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com

La loro storia e altre foto a questo link http://associazionecli.blogspot.it/2016/09/i-7-cuccioli-di-stellina.html






LEO, gattino di 2 mesi

AGGIORNAMENTO 12/11/2016 : ADOTTATO 

Il nostro piccolo LEO ha raggiunto la sua famiglia a Roma e la sua mammina Eleonora è stata felicissima del suo arrivo dopo averlo atteso per una settimana.  Buona vita!



LEO E LA SUA STORIA




LEO è uno stupendo gattino rosso, giocherellone e ha 2 mesi! Fa parte di una cucciolata di 5 gattini "I Cuccioli di Stellina" nati tra le sterpaglie  a pochi passi dalla strada e tratti in salvo da una volontaria che li ha ospitati in casa per le cure necessarie. 

Leo, insieme a tutti gli altri, è stato sottoposto al primo controllo veterinario che non ha riscontrato nulla di patologico. 

Questo bellissimo batuffolo rosso tigrato è un gattino tanto coccolone, affettuosissimo, gioca tanto con i peluche insieme ai suoi fratellini e si diverte anche con il piccolo cane presente in casa della volontaria. 

Chi vuole adottarlo può proporsi! 

Si affida con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com

La loro storia e le loro foto a questo link: http://associazionecli.blogspot.it/2016/09/i-7-cuccioli-di-stellina.html

 



Condominio: divieto di animali domestici illegittimo anche se votato all'unanimità

Tribunale, Cagliari, sez. II civile, ordinanza 22/07/2016
(Altalex, 13 settembre 2016. Nota di Maria Elena Bagnato)


Non si può impedire ai condomini di tenere animali domestici, anche se tale divieto è previsto nel regolamento condominiale approvato all’unanimità.
E’ quanto stabilito dalla Seconda Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Cagliari, con l’ordinanza del 22 luglio 2016. La vicenda in esame riguardava un condomino che aveva proposto ricorso ex art. 702 c.p.c. affinchè venisse dichiarato nullo e/o annullato e/o comunque dichiarato privo di efficacia, l’art. 7 del regolamento condominiale, che vietava l’accesso al Condominio agli animali domestici. Si costituiva in giudizio il Condominio, sostenendo la legittimità del divieto stabilito nel regolamento.
Il Tribunale adìto ha ritenuto viziata da nullità sopravvenuta la disposizione di cui all’art. 7 del regolamento del condominio  impugnato in quanto, con la L. n. 220/2012, è stato introdotto il principio secondo cui: “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”, applicabile a tutte le disposizioni contenute sia nei regolamenti di tipo contrattuale che assembleare, precedenti o successivi alla riforma del 2012.
Inoltre, il regolamento condominiale che si discosti da tale disposizione è affetto da nullità anche perché contrario ai principi di ordine pubblico, individuabili nella necessità di valorizzare il rapporto uomo-animale e nell’affermazione di quest’ultimo principio anche a livello europeo. Tali concetti sono contemplati in particolare, nella Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13.11.1987, ratificata ed eseguita in Italia con la Legge 201/2010, nonchè nel Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, ratificato dalla Legge 130/2008, che all’articolo 13, prevede che l’Unione e gli Stati membri “tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti”.
Secondo le prime interpretazioni, occorreva che il divieto di accesso  e mantenimento degli animali domestici negli appartamenti fosse previsto nel regolamento condominiale votato all’unanimità dei condomini, in quanto andava ad incidere e limitare, facoltà comprese nel diritto di proprietà dei singoli, ovvero, in caso di regolamenti predisposti dall’originario unico proprietario, che fossero richiamati negli atti di acquisto, costituendosi con essi servitù reciproche.
In realtà, argomenta il giudice de quo, occorre considerare un’altra interpretazione della norma, poiché il divieto indicato nell’art. 1138 c.c. rappresenta l’espressione dei principi di ordine pubblico, dalla cui violazione consegue la nullità insanabile della statuizione ad esso contraria. In effetti, le disposizioni contenute nei commi precedenti dell’art. 1138 c.c. stabiliscono regole circa l’adozione obbligatoria del regolamento ed al quorum necessario per la sua approvazione, facendo riferimento al c.d. regolamento assembleare, tuttavia, nessuna indicazione in merito alla natura del regolamento è indicata nella norma, in cui si parla genericamente di “regolamento di condominio”, e neppure nel comma contenente il divieto, in cui viene citato il “regolamento” senza altra specificazione. Dall’esame dell’art. 1138 c.c. e della norma contenente il divieto, non è possibile individuare a quale tipo di regolamento si faccia riferimento, per cui appare riduttivo applicare tale divieto al solo regolamento di tipo c.d. assembleare, ma va estesa a tutti i regolamenti di condominio, anche se approvati all’unanimità.
Pertanto, il Tribunale adito ha concluso sostenendo che la norma in esame non è strettamente connessa alle sole ipotesi di regolamento assembleare, ma costituisce un principio generale, valido per qualsiasi regolamento, per cui ha accolto la domanda proposta, dichiarando nullo l’art. 7 del regolamento del condominio.

lunedì 3 ottobre 2016

Microchip per il gatto



Per il proprietario del gatto non c'è nessun obbligo di inserire il microchip, diventa obbligatorio per ottenere il rilascio del passaporto europeo nel caso in cui voglia portarlo in viaggio all'estero. 

Il microchip non è un GPS ma un piccolissimo dispositivo che viene inserito sottocute all'animale affinchè possa essere individuato dai lettori microchip in dotazione a  Polizia municipale, Verinari privati e Veterinari  Asl, in caso di ritrovamento dopo essersi allontanato da casa. 


Il microchip viene inserito esclusivamente dai medici veterinari, quindi diffidate di chiunque altro si ritenga utorizzato a farlo.  Tale microchip ha le dimensioni di un chicco di riso e somiglia ad una capsula in vetro, viene inserito attraverso una iniezione nella sottocute del collo del gatto e non comporta reazioni allergiche o altro. 


Il microchip è un dispositivo che se non riceve impulsi ed interrogazioni non emette alcun tipo di onda ed è uguale sia per il cane che per il gatto, cambia solo la registrazione all’anagrafe. La Polizia municipale, i Veterinari della Asl e i Veterinari privati dispongono di apposito lettore che serve all’interrogazione sul quale appare una serie numerica che identifica il codice unico identificativo di 15 cifre: le prime tre cifre indicano il paese di appartenenza del gatto mentre le ultime 12 cifre contengono i dati identificativi dell’animale nonchè i dati del proprietario.

Non è obbligatorio che un gatto con microchip sia registrato all’Anagrafe Nazionale Felina. È assolutamente a discrezione del veterinario e del proprietario. 


L'Anagrafe Nazionale Felina, è una banca dati promossa dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani dove poter denunciare il proprio gatto e registrarne appartenenza e dati utili in caso di smarrimento.  Nella banca dati di tale anagrafe si possono registrare solo i gatti dotati di microchip. Il servizio è gestito in modo volontario e ha come obiettivo quello di controllare la crescita demografica dei gatti.

Qualora si ritrovi un gatto microchippato il veterinario o le autorità competenti identificheranno il codice di 15 cifre, quindi sul sito web dell’Anagrafe, anagrafenazionalefelina.it, si può risalire ai dati del veterinario che ha registrato il gatto e sarà poi il medico a contattare i proprietari.

Guida per il proprietario a questo link :
http://www.anagrafenazionalefelina.it/guida_proprietario.php




Avvelenamento da Paraquat cane e gatto

(articolo della veterinaria Manuele Chimera pubblicato su Petsblog)




Avvelenamento da Paraquat cane e gatto – Torniamo a parlare di intossicazioni andando a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia dell’avvelenamento da Paraquat nel cane e gatto. Si tratta di un erbicida assai potente e diffuso, per cui se fate uso di tali sostanze assicuratevi che il loro deposito sia inaccessibile a cani e gatti e che residui di sostanze non siano presenti là dove girano i vostri cani e gatti. Inoltre fate anche attenzione ai residui (sulle piante ci mette almeno 3 settimane prima di essere degradato): se sapete che su un prato è stato utilizzato il Paraquat o un altro diserbante, non portateci il cane e fate attenzione anche alle zone limitrofe.
Come dicevamo, il Paraquat è utilizzato come diserbante. L’ingestione accidentale del prodotto o la presenza sul pelo e successivo leccamento innescano l’avvelenamento. Il Paraquat tende ad accumularsi nei polmoni. Se siete interessati al meccanismo d’azione, in pratica nei polmoni il Paraquat prende un elettrone e si trasforma in radicale libero. Questi viene ossidato, lascia l’elettrone precedentemente catturato e diventa radicale superossido, molto instabile e da cui origina l’ossigeno singoletto molto reattivo. Questo ossigeno singoletto interagisce con le membrane cellulari e le distrugge, provocando grave danno ai tessuti.
L’avvelenamento da Paraquat è più comune nei cani che nei gatti e avviene soprattutto tramite ingestione del tossico. Di norma fra l’ingestione del veleno e lo sviluppo dei sintomi passano da 1 a 3 giorni. I primi sintomi sono:
  • ulcere in bocca
  • irritazione delle mucose
  • vomito
  • letargia
  • disidratazione
Dopo 2-7 giorni iniziano i sintomi respiratori:
  • tachipnea
  • dispnea
  • rantoli
  • cianosi
  • edema polmonare
  • danno polmonare progressivo e dose-dipendente
  • fibrosi polmonare (spesso mortale)
  • morte nel giro di 7 giorni
La morte di solito avviene per la fibrosi polmonare nell’arco di sette giorni, ma il danno cronico può provocare morte anche dopo 21 giorni.

Diagnosi e Terapia

 

La diagnosi di avvelenamento da Paraquat nel cane e gatto avviene tramite sospetto clinico basato sui sintomi e tramite anamnesi (se avete usato quel veleno, ditelo al veterinario). Il rilievo del veleno lo si può fare sulle urine, ma massimo due giorni dopo l’esposizione, oltre tale limite non ha senso. L’unico altro modo per fare diagnosi è post mortem tramite autopsia.
La terapia prevede l’induzione del vomito massimo entro 30-60 minuti dall’ingestione, dopo si passa alla lavanda gastrica. Si possono somministrare adsorbenti come argilla, caolino o bentonite (meglio in questo caso rispetto al carbone attivo) e somministrare purganti, ma massimo entro 12 ore dall’assunzione.
Se sono passati già più giorni fra il momento dell’avvelenamento e la visita dal veterinario allora si può solamente attuare una terapia sintomatica, quindi fluidoterapia senza esagerare per non peggiorare l’edema polmonare o la dialisi, ma può peggiorare l’edema polmonare e sono pochi i centri italiani ad avere i macchinari per la dialisi. Occhio che all’inizio dei sintomi la somministrazione di ossigeno peggiora la situazione perché aumenta la produzione di radicali liberi. Non esistono antidoti e la prognosi è quasi sempre infausta.
La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.



Cani avvelenati, Il profiling dell’avvelenatore di cani




Avvelenare un cane  è la più bieca violenza che si può fare non solo nei confronti degli animali, ma anche nei confronti degli umani che ne possiedono uno. Come è noto vi è un’ampia letteratura che ha dimostrato lo stretto legame tra questo tipo di attività criminosa e i serial killer. Tutti i casi di serial killer studiati dimostrano che hanno iniziato la loro carriera, volgendo la loro crudeltà prima verso gli animali domestici e successivamente verso i loro simili. L’avvelenatore di cani, però è un po’ diverso in quanto è il soggetto che mette le polpette avvelenate per cani nei parchi, strade ecc… non per uccidere un cane, così sostiene (afferma di non volerli morti ma utilizza dei veleni per cani mortali) ma per dare loro una lezione.
Domandiamoci a chi è che vuole dare effettivamente la lezione: considerando gli effetti, la lezione è per il padrone del cane. Il cane morto non impara proprio niente. La morte del cane non è legata ad una lezione che il criminale vuole dare, ma ad una patologia psichiatrica che lo porta all’eliminazione fisica del soggetto del suo odio, che direttamente è il cane, ma indirettamente è il suo simile che possiede un cane, che considera alla stregua di un cane, non capendo l’affetto che quest’ultimo prova per lui.

Cani avvelenati = Vigliaccheria 

L’avvelenatore in realtà vorrebbe avvelenare sia il cane che il suo padrone, perché non lo capisce. Ma non può avvelenare il padrone, né ha il coraggio di avventarsi contro quest’ultimo o contro il cane. Entrambi potrebbero reagire e lui avere la peggio. Vediamo perché di quanto detto:
  • Le polpette avvelenate per cani possono essere mangiate da un cane educatissimo con un umano al suo seguito altrettanto educato che raccoglie gli escrementi, sta attento dove fa la pipì e i suoi bisognini ecc. ma al S.I. (soggetto Ignoto) non importa niente o in alcuni casi non lo capisce, o non è in grado, essendo di bassa intelligenza.
  • I bocconi avvelenati possono essere ingeriti da un bambino, o meglio può essere toccato da un bambino che poi si mette le mani in bocca. Ma al “S.I.” non importa niente se all’ospedale ci finisce vostro figlio, anche perché è convinto che le sostanze che usa non sono pericolose. Per lui il veleno per topi uccide solo i topi, usato su altri esseri non è velenoso. Ecco la scarsa istruzione.
  • L’obiettivo del “S.I.” è seminare il terrore tra i dog lovers e probabilmente gode nell’apprendere quanti cani avvelenati ha portato alla morte. Al “S.I.” non interessa se chi è morto è un cane eroe che ha salvato molti umani e potrebbe salvarne ancora, perché il suo odio è patologico. Non riesce a farne una distinzione. Ecco le problematiche psichiatriche.

avvelenare un cane


Cani avvelenati : La mentalità degli avvelenatori 

L’avvelenatore di Genenzano (VA), ha dichiarato di odiare i cani e di provare fastidio perché fanno la pipì, quindi ha confezionato bocconi avvelenati con topicida, che a suo dire, non porta i cani avvelenati alla morte. Gli avvelenatori di gatti di Torre del Greco erano in 2: hanno ucciso 50 gatti. Si trattava di un uomo di 50 anni e una donna di 40. Anche per loro la motivazione era legata al fatto che gli animali davano fastidio e che così facendo facevano un favore al quartiere. Occorre però distinguere gli avvelenatori di cani randagi da quelli di cani padronali. I primi credono di fare un favore alla società, mentre i secondi nutrono un vero e proprio odio per i pet lovers. Non seminerebbero altrimenti i bocconi avvelenati in parchi frequentati da famiglie con bambini e cani padronali. Le spiegazioni per entrambe le tipologie degli avvelenatori sono tuttavia simili: “ci danno fastidio, non li sopportiamo, ma non vogliamo ucciderli“. In realtà non è così: vogliono proprio ucciderli, alcuni sono coscienti, altri forse no.



Profiling di chi vuole avvelenare un cane 

Si tratta di persone generalmente di un’età superiore ai 40 anni provenienti da ambienti familiari dove non è stato trasmesso nessun insegnamento minimo relativo alla natura o all’ambiente, a cui si sommano problemi psicologici: fobie, manie di persecuzione ecc. Sono persone che non hanno mai avuto un animale domestico, e che non riescono a concepire perché ci sono persone che li amano. Molto spesso questa mentalità gli è stata trasmessa dalla loro famiglia. Sono persone poco istruite,con un livello di istruzione medio-basso, generalmente asociali e con il tempo a disposizione per confezionare le polpette avvelenate per cani. E’ difficile che rientrino in questa categoria le persone che hanno paura dei cani (o per traumi o per fobie) in quanto la loro paura è spesso talmente marcata che avventurarsi in un parco a posizionare una polpetta con il rischio di trovarsi un cane sciolto davanti è troppo per loro. L’avvelenatore invece non ha paura dei cani, li detesta e li odia e più ne vede in giro, più gli sale la rabbia. Il suo risentimento deriva da una stratificazione di stereotipi mentali che li ha portati a sviluppare un odio per gli animali domestici. Non solo, il suo odio è talmente forte da spingerli ad uscire nelle ore notturne per posizionare i bocconi avvelenati. Sono anche persone che non si fanno scrupolo di esternare il loro odio, in modo da trovare consensi. Sono quest’ ultimi che spesso li spingono ad agire. Hanno pochi amici, e generalmente passeggiano da soli, senza motivi apparenti o in compagnia di un familiare che la pensa come loro. Utilizzano per il confezionamento delle polpette cose facilmente reperibili e si attivano solitamente a seguito di un fattore scatenante, tipo la lite con qualche padrone di cane che ha reagito a qualche insulto. E’ consigliabile quindi non rispondere o raccogliere le provocazioni, in quanto potreste innescare in queste persone l’azione. Ricordatevi che sono persone con seri problemi mentali, familiari e relazionali. Temono però di essere identificati e di essere messi alla gogna dalla società, di conseguenza se i padroni di animali domestici si organizzano e collaborano tra di loro possono riuscire ad inibirne l’azione. Cercate quindi di tenere gli occhi aperti. Se vi è il sospetto di bocconi avvelenati in una determinata zona, o qualche cane ne è rimasto vittima, affiggete volantini ad hoc che serviranno sia per avvertire gli altri padroni di cani, sia per informare il “S.I.” che la zona è tenuta sotto controllo e pattugliata e che se viene scoperto rischia la gogna che tanto teme.
(Fonte: www.blog.bepuppy.com)

sabato 1 ottobre 2016

I cuccioli di Stellina : sette batuffoli d'amore

Aggiornamento 10/1/2017 : I cuccioli di 2 mesi sono stati tutti ADOTTATI (vedi singoli post)
mentre Miko e Niko sono ancora monitorati dalle nostre volontarie. 
La loro mamma Stellina è improvvisamente scomparsa dal 2 ottobre 2016 dal suo posto dove viveva da alcuni anni. Nonostante i tantissimi appelli e le continue ricerche non siamo riuscite a ritrovarla. Il nostro sospetto è che sia stata rubata o allontanata dalla zona perchè mai avrebbe lasciato Miko e Niko da soli essendo molto legata a loro due. Noi continueremo ad aspettarla.  


LA LORO STORIA 



Stellina è una piccola randagia che ha partorito da un mese 5 cuccioli e vive tra i cespugli lungo una strada molto rischiosa. E' molto giovane di età, si è abituata al contatto umano perchè alcune persone di buon cuore le portano da mangiare e ringrazia con tante fusa.  




Insieme a lei e ai piccoli nati, vivono lì  Miko e Niko  (nella foto che segue)  due cuccioli rossi  di circa 5 mesi nati dalla precedente cucciolata. Il loro papà è morto investito lo scorso mese di luglio e la situazione è molto pericolosa per tutti loro. Contiamo anche nell'adozione di questi due batuffoli rossi.


I  5 cuccioli di circa 50 giorni sono stati recuperati il 14 settembre 2016 e sono al sicuro, curati da una volontaria e sottoposti a prassi veterinaria. 
Chi vuole adottarli può proporsi! 

                                        

Verranno affidati con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. 
Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com 

 I 5 CUCCIOLETTI HANNO DUE MESI 
ECCOLI NELLE ULTIME FOTO: 
i due rossi sono maschietti (Puma e Leo) 
gli altri tre femminucce (Anto, Lucy e Graciela)



 Anto e Lucy 

 Lucy

 Graciela

 Puma

 Puma, Leo e Lucy

 Leo

 Leo

Graciela

Anto

Leo, Anto, Lucy e Puma

Leo, Anto, Lucy e Puma


Lucy 


Lucy


Graciela 


Leo e Puma