domenica 29 gennaio 2017

Due cucciole abbandonate in uno scatolo

AGGIORNAMENTO 1 FEBBRAIO 2017 : ADOTTATA LA CUCCIOLA BIANCA
Eccola in queste foto in braccio alla sua mamma Anna e nella sua sua nuova cuccetta!



La piccola cucciola marrone ancora è in attesa di adozione e speriamo che arrivi presto una splendida mamma anche per lei.   


 
LA LORO STORIA E LE FOTO

29 gennaio 2017 - Queste due cucciolette di circa due mesi sono state trovate abbandonate in uno scatolo, affianco al bidone della spazzatura, a Giffoni V.P. (SA). Il loro pianto ha attirato l'attenzione di una volontaria, Sara, che immediatamente ha aperto lo scatolo e li ha tirati fuori.
Le loro condizioni sono apparse buone ed è stato un giorno fortunato per queste due piccole che pesano appena 1 kg e 200 gr. 
La cucciola bianca è stata accolta in casa da una volontaria AACLI mentre la cucciola marrone è stata accolta da una volontaria del posto.
Entrambe sono state immediatamente sottoposte alle cure sanitarie di rito e saranno affidate a seguito controlli pre-affido positivo  e firma modulo di adozione.   
Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com  










giovedì 26 gennaio 2017

11 cose che forse fai, ma che ai cani non piacciono


1) Usare le parole più che il linguaggio del corpo. Gli esseri umani comunicano con fiumi di parole. I cani possono imparare il significato di alcuni termini, ma è al nostro linguaggio non verbale che guardano con maggiore attenzione. Fido è un vero specialista nell'interpretazione delle nostre espressioni (spesso si accorge che qualcosa non va prima ancora che possiamo realizzarlo consciamente) e ha imparato a rispondere con coerenza ai gesti che compiamo. Bisogna fare attenzione, quindi, a noi dire con il corpo l'opposto di ciò che stiamo dicendo a voce. Se gli chiediamo di stare seduto mentre agitiamo le braccia e corriamo in avanti di qualche metro, il cane tenderà a venire verso di noi. Un nostro richiamo a stare seduto potrebbe generare confusione.


2) Abbracciarlo forte. Chiunque abbia un cane si sente sopraffare dall'amore per il suo amico a quattro zampe. Sarebbe meglio tuttavia, evitare di abbracciarlo con tutto lo slancio di cui siamo capaci. Gli abbracci fanno parte dell'etogramma - cioè del codice di comportamento - dei primati, come noi. I cani non si abbracciano e se uno posiziona una zampa sul dorso di un altro, è in segno di predominanza. Il miglior amico dell'uomo tollera spesso di buon grado le nostre manifestazioni d'affetto, ma è facile capire se gradisce o meno un contatto così ravvicinato. Se mentre lo abbracciate tende le orecchie, irrigidisce i muscoli, si lecca la bocca ed evita il contatto visivo è probabilmente nervoso: meglio cercare un'altra forma più "canina" di interazione.


3) Fargli "pat pat" sulla testa. Il capo è per i cani uno spazio strettamente personale, come la faccia lo è per noi umani. Fido può tollerare qualche colpetto sulla testa perché ci è affezionato e ci riconosce come padroni, ma questo non vuol dire che gradisca (e a maggior ragione se a somministrare queste attenzioni è uno sconosciuto). Se volete ricompensarlo o dimostrargli affetto, una bella strofinata sul dorso, vicino (ma non sulla) alla coda, oppure sul petto o nella zona dello sterno, sono coccole più gradite. La soglia di contatto fisico che un cane può tollerare o apprezza dipende in gran parte anche dal tipo di razza, e dall'indole dell'animale stesso.


4) Guardarlo fisso negli occhi. Approcciarsi a un cane sconosciuto mentre lo si guarda fisso negli occhi - e magari si parla a voce molto alta - è probabilmente il modo peggiore per instaurare una buona amicizia. Potete essere animati dalle migliori intenzioni, ma Fido interpreterà questo atteggiamento come un comportamento aggressivo: potrebbe iniziare ad abbaiare, o rotolarsi sul dorso in segno di sottomissione. Se dovete interagire con un cane che non conoscete, meglio avvicinarsi piano e con il corpo messo in diagonale (non frontale e con le spalle aperte: potrebbe suonare come una minaccia). Non insistete con il contatto visivo e riservate al quadrupede parole dolci e con un tono medio basso. Potrebbe essere un ottimo inizio.



5) Vivere senza regole. I cani, come gli esseri umani, hanno bisogno di regole. Ciò non significa addestrarli a diventare i coinquilini perfetti, ma neanche lasciarli in balia di se stessi, senza limiti né divieti. Un ambiente di vita ben regolamentato è per il cane più prevedibile, meno confuso e meno stressante. Tuttavia, Fido può capire una regola, ma non l'eccezione alla regola: non capirà che può saltare sul divano quando è appena stato lavato, ma non se è ricoperto di fango. Nè che può saltarvi addosso quando siete in tuta, e non al mattino prima che usciate di casa pronti per l'ufficio.



6) Obbligarlo a interagire con cani che non gli piacciono. Dare a Fido un incoraggiamento positivo che lo spinga a uscire dalla sua cuccia e conoscere altri cani può essere importante, ma è bene - come in tutte le altre situazioni - fare attenzione ai segnali che il cane ci manda, e non costringerlo ad affrontare situazioni che mostra di non gradire. Non è detto che il nostro cane vada d'accordo con quello del nostro migliore amico. Un cane costretto, suo malgrado all'interazione sociale, sarà più aggressivo nei confronti degli altri cani. Ma prima che arrivi a questo ci avrà già lanciato una serie di segnali da leggere attentamente (li ignora, li evita, ringhia).


7) Far pipì. Noi bipedi frenetici e concentrati sul lavoro tendiamo troppo spesso a portare Fido a spasso solo per permettergli di espletare i suoi bisogni. Ma per un cane quei venti minuti di passeggiata sono importantissimi. Lasciare che lungo la strada, si fermi ad annusare il tronco di un albero o si perda per qualche istante dietro a una traccia odorosa è assecondare la sua più intrinseca natura. Impedirglielo sarebbe come - per noi - uscire senza che ci permettessero di sollevare lo sguardo e ammirare un tramonto. Per rendere migliori le sue passeggiate potrebbe essere utile vincere la pigrizia e introdurre qualche interessante variante al solito tracciato all'interno del quartiere.



8) Tenere il guinzaglio troppo stretto. Per passeggiate, cani e padroni tranquilli, è importante insegnare a Fido a camminare con un guinzaglio lento. Un guinzaglio lasciato morbido comunica al nostro cane che siamo tranquilli, che la situazione è sotto controllo e che può rilassarsi e godersi la passeggiata. Un guinzaglio troppo teso gli dice esattamente il contrario: sono nervoso, c'è qualche pericolo, stammi vicino, stai pronto: un cane con un guinzaglio troppo teso e troppo spesso strattonato tenderà ad abbaiare e a strattonare il padrone più facilmente. E il circolo vizioso parte quasi sempre da noi.


9) Avere un atteggiamento negativo. I cani non avvertono soltanto la tensione nel guinzaglio. Sentono anche la nostra: se vi state chiedendo perché il vostro amico a quattro zampe sia agitato, nervoso e giù di morale, provate a capire come è stato il vostro umore nell'ultima ora. Fido comprende le nostre espressioni e si comporta come uno specchio. Se vi serve una ragione per rilassarvi e provare ad essere più positivi be', l'avete trovata.


10) Essere noiosi. Immaginate di essere costretti a presenziare a una noiosissima conversazione tra adulti, senza avere alcuna via di uscita. Ecco, è esattamente quello che prova il nostro cane quando, dopo che ci ha aspettato tutto il giorno, torniamo a casa e ci lasciamo risucchiare dalla routine delle cose da sbrigare. Fargli sgranchire le zampe all'aria aperta è un buon modo per farlo sfogare, ma è bene prevedere alcune attività divertenti che possa fare anche a casa. Nascondergli il suo gioco preferito in diversi luoghi della casa, e invitarlo a trovarlo insieme a noi; o organizzargli una piccola caccia al tesoro nascondendo ricompense profumate in alcune scatole, affinché possa trovarle, sono attività stimolanti che possono rompere la noia e intrattenere il nostro cane.


11) Fargli i dispetti. Quest'ultimo punto è abbastanza scontato, eppure alcune persone continuano a trovarlo divertente. Non tirare la coda dei cani (e insegnare ai bambini a non farlo), non prendersi gioco di un cane che sta abbaiando verso di voi, soltanto perché una finestra vi divide; non fare il verso a un cane che abbaia lungo la strada. L'elenco potrebbe andare avanti all'infinito, ma in questo caso, lo sappiamo, è una questione di buon senso e di buona educazione.

(Fonte: www.focus.it)

Le frequenti incomprensioni tra noi e il gatto

Per il felino di casa siamo scimmioni grandi, grossi e troppo espansivi, che strillano senza motivo: le sue abilità sociali sono molto diverse dalle nostre, più simili a quelle dei cani. Ecco come ovviare alle più frequenti incomprensioni. 




Lo nutriamo, coccoliamo, rimproveriamo, ospitiamo nel letto; ma lui sembra evitarci, snobbare le nostre carezze, e cercarci solo all'ora di cena. Vi è mai capitato di pensare che il vostro gatto non vi capisca? Il felino di casa potrebbe provare la stessa identica frustrazione nei vostri confronti.

Due lingue diverse. Micio fa molta fatica a comprendere il nostro comportamento e il più delle volte ci teme, come sostenuto da Tony Buffington, veterinario della Ohio State University, in una recente intervista. Non è colpa nostra e nemmeno sua: dipende dalla profonda diversità delle nostre abitudini sociali.

Più vicini a Fido. L'uomo usa il linguaggio, le espressioni facciali, il contatto fisico e i feedback altrui per apprendere e rapportarsi con l'esterno. Un sistema più affine alla comunicazione canina che a quella felina: una forma di espressione che genera, nei gatti, confusione, paura e istintive reazioni di difesa.

Ma è matto? Prendiamo il classico e detestato vizio felino di farsi le unghie sul divano. Potete dirgli che non si fa, richiamarlo all'ordine, urlare, portarlo di peso in un'altra stanza, e il gatto vi guarderà perplesso: ai suoi occhi, in quei momenti, apparirete come uno stupido scimmione che blatera cose senza senso. Non è che non voglia ascoltarvi: piuttosto, non capisce come collegare il vostro comportamento a quello che sta facendo.

Prova qui. Senza le abilità cognitive di capire perché vi ostinate ad interrompere una normale attività felina come quella di affilarsi gli artigli, Micio accumulerà frustrazione che metterà a rischio la sua salute. E continuerà a graffiare il divano quando non lo vedete. Meglio allora proporgli alternative più allettanti, come pezzi legno e tessuto trasformati in tiragraffi da posizionare vicino ai suoi mobili preferiti.

Tu non lo senti, lui sì. Dimentichiamo poi spesso che i nostri sensi sono assai diversi da quelli del nostro amico felino. Posizionare la sua ciotola del cibo vicino al frigorifero o alla lavastoviglie potrebbe costringerlo a mangiare con uno spaventoso ronzio di sottofondo. Non lo sentite? Per il micio di casa siete un po' sordi. Se proprio non avete altri luoghi utili dove posizionarlo, offrite al gatto una via d'uscita, uno spazio rialzato dove fuggire in caso avesse paura.

Giù le mani! Arriviamo al capitolo contatto fisico. Vi farebbe piacere se il vostro coinquilino continuasse ad abbracciarvi, accarezzarvi i capelli, massaggiarvi la pancia, grattarvi la schiena? Neanche il gatto apprezza questo genere di convenevoli. Se vi mostra la pancia, è per dimostrarvi fiducia, non per incoraggiarvi a una grattatina.

Anche la base della coda è fortemente innervata: continuare ad accarezzarla equivale a fare il solletico al povero micio, che potrebbe manifestare reazioni di stizza. Meglio cogliere i segnali lanciati dal gatto, e accarezzarlo nelle parti del corpo che strofina contro la nostra gamba. E senza esagerare.

(Fonte: www.focus.it)


Perché il gatto fa le fusa e come riesce a farle?

Anatomia di un suono rilassante (per loro e per i padroni).




Il caratteristico “brontolio” che il gatto è in grado di produrre per ore e ore, anche con la bocca chiusa o mentre succhia il latte, è un suono gutturale doppio, risultato sia dell’inspirazione sia dell’espirazione. Le fusa sono infatti un segnale per comunicare alla madre che l’operazione di allattamento sta procedendo al meglio.

Di solito vengono fatte quando il gatto è contento, per esprimere una sensazione di amicizia, ma possono anche essere emesse quando è malato, ferito o moribondo. Anche in questi casi vuole infatti mandare un messaggio.

Manipolatori. Come spiega John Bradshaw, un etologo esperto di felini, il gatto può far le fusa anche quando è affamato o ansioso. Alcuni gatti continuano anche in situazioni di sofferenza.

Le fusa non rivelano lo stato emotivo del gatto ma sembrano essere ciò che gli etologi chiamano un segnale “manipolatorio”, una richiesta del tipo: “Mettiti vicino a me”. Nei loro rapporti con l'uomo, che prende un po' il posto della loro madre biologica, probabilmente se ne servono per comunicare il loro bisogno di attenzioni.

E gli altri felini? La frequenza (in hertz) a cui emettono le fusa e tra i 25 e i 50 Hz. I “grossi felini”, cioè gli appartenenti al genere Panthera (leoni, tigri, leopardi, giaguari), non fanno le fusa perché non hanno la struttura anatomica preposta. Però i loro cuccioli emettono vibrazioni simili e con un significato analogo, anche se diverse per suono e durata, perché vengono prodotte solo nella fase espiratoria (le vere fusa sono emesse anche nella fase inspiratoria). Questi felini sono invece caratterizzati dal ruggito.

I “piccoli felini”, come il gatto selvatico, la lince, il puma e altri, fanno le fusa ma non ruggiscono. Vi sono però ancora alcuni dubbi sul fenomeno delle fusa. Alcuni studiosi sostengono che il leopardo delle nevi le sappia fare e non ruggisca. E sa fare le fusa anche il ghepardo, che appartiene al genere Acinonyx.

(Fonte: www.focus.it)


Perché ai gatti piacciono tanto le scatole?



Gli avete comprato la più soffice delle cucce, ma il vostro micio sembra preferire quella vecchia e consunta scatola da scarpe. Vi ci ritrovate? La passione dei gatti per le scatole va ben al di là dei meme diffusi sul web. Ha origini biologiche precise: vediamo quali.

Istinto. La ragione più ovvia: i gatti sono naturali predatori e, come altri felini, sorprendono le prede con agguati improvvisi. Tra le mura domestiche, le scatole sono il luogo ideale in cui nascondersi e sottrarsi agli occhi del "nemico" (che sia un gomitolo di lana o il vostro piede) o, al contrario, in cui cercare sicurezza.

Antistress. Studi ambientali compiuti sui gatti ripresi in un articolo comparso su Wired.com dimostrano che non solo i felini amano le scatole: ne hanno in un certo senso bisogno. La presenza di una scatola o di un altro riparo garantisce ai mici un luogo sicuro in cui rintanarsi nei momenti di stress.

Uno studio dell'Università di Utrecht (Olanda) sugli esemplari di un gattile ha dimostrato che i mici a cui viene lasciata una scatola si ambientano meglio al nuovo ambiente e si dimostrano più disponibili alle interazioni con gli umani. «Nascondersi è una strategia di comportamento per far fronte ai cambiamenti ambientali e alle fonti di stress» spiega Claudia Vinke, veterinaria e autrice dello studio. 

Via dai problemi. Rispetto ad altre specie più gregarie, i gatti tendono ad evitare il più possibile gli scontri diretti e le situazioni conflittuali. Nei momenti in cui percepiscono ostilità, o attenzioni eccessive, le scatole rappresentano una "zona franca" in cui rifugiarsi fino a quando le acque non si saranno calmate.

Un bel calduccio. Chi ha un gatto l'avrà sicuramente notato. Più piccola è la scatola, più i mici proveranno a incastrarvisi. Il motivo potrebbe avere a che fare con la temperatura ambientale. Quella ideale per i gatti è di 30-36 gradi, almeno 10 gradi più alta della nostra. E il cartone - specie quello da imballo - è un perfetto isolante: se poi rimane adeso al pelo, evita al felino un grosso dispendio energetico, quello necessario a mantenersi al caldo. Meglio di così...

(Fonte: www.focus.it)

Anche i cani imbiancano per la preoccupazione

Nei periodi difficili, anche i peli del miglior dell'uomo diventano grigi, proprio come i nostri capelli. Gli esemplari più ansiosi e impulsivi si fanno brizzolati prima del tempo.



Stress e preoccupazioni fanno imbiancare i capelli (anzi, il pelo) anche ai cani. Quelli definiti più ansiosi e impulsivi dai loro padroni mostrano una comparsa precoce di peli bianchi sul muso. A dirlo è un articolo pubblicato sul numero di dicembre di Applied Animal Behaviour Science.

Camille King, veterinaria ed etologa di Denver, Colorado, ha chiesto a 400 padroni di cani di valutare, in un questionario, l'impulsività e la predisposizione all'ansia dei compari a quattro zampe, tutti di età compresa tra gli 1 e i 4 anni (cani più vecchi potrebbero ingrigire semplicemente per ragioni anagrafiche).

Comportamento. Per stimare i livelli di ansia degli animali è stato chiesto se tendessero ad acquattarsi alla vista di uno sconosciuto, se avessero abitudini distruttive quando lasciati in casa da soli o se perdessero peli durante le visite dal veterinario. Per l'impulsività si sono valutate la facilità nel calmare gli animali, la loro capacità di concentrazione e l'iperattività anche dopo l'esercizio fisico.

Il ritratto della paura. Un gruppo separato di volontari ha poi guardato le foto dei cani e giudicato il loro livello di peli grigi in una scala da zero (per niente brizzolati) a tre (completamente brizzolati). I cani più suscettibili ai forti rumori o più impauriti dalla vista di altri animali o persone erano anche i più grigi. Le femmine tendono a imbiancare più dei maschi, mentre la taglia e le condizioni di salute non sono fattori determinanti.

Colpo d'occhio. Studi precedenti avevano dimostrato che lo stress fa invecchiare e imbiancare prima del tempo anche i topi. La valutazione visiva del colore del pelo degli animali (soprattutto dei più giovani) potrebbe servire a chi lavora con i cani a farsi un'idea iniziale del loro benessere psicologico.

(Fonte: www.focus.it)

Displasia dell'anca. "E' importante intervenire da cuccioli"



Cuccioli a quattrozampe soggetti alla displasia all’anca, proprio come i neonati. L’Ordine dei Veterinari di Roma e Provincia sostiene l’importanza di una corretta prevenzione in fase di adozione o acquisto degli animali. 

Diversi per natura ma con le stesse necessità nei primi mesi di vita. Oltre alle coccole i cuccioli a quattrozampe hanno bisogno, come accade per i neonati, di una serie di controlli specialistici per verificare il loro stato di salute. La diagnosi precoce della displasia all’anca, ad esempio, è una valutazione che in entrambi i casi andrebbe eseguita entro i primi mesi di vita. In particolare per il mondo animale alcune razze di cani come il Labrador, il Golden Retriever, il Pastore Tedesco, il Rottweiler, il San Bernardo, ed in generale quelle di taglia medio-grande, sono geneticamente predisposte alla displasia dell’anca, che consiste in un'incongruenza dell’articolazione coxo-femorale, in cui femore e bacino non si sviluppano e quindi non si articolano in  modo corretto. Ed è per questo che l’Ordine dei Veterinari di Roma e Provincia scende in campo per sostenere l’attività preventiva legata ad una diagnosi precoce delle malattie scheletriche ereditarie, che possono essere curate con interventi chirurgici preventivi, assicurando al cane la possibilità di fare attività fisica senza problemi e di non sviluppare artrosi, in alcuni casi gravemente invalidante.

Radiografie e visita preventiva eseguite fra i 4 ed i 5 mesi di vita - sostiene Michele d’Amato, Presidente della SIOVET Società Italiana di Ortopedia Veterinaria - possono consentirci di intervenire chirurgicamente con estrema precocità evitando le successive evoluzioni degenerative causa di grave dolore e di alterazioni della capacità motoria del cane”. La displasia non diagnosticata, soprattutto su animali giovani, può infatti evolvere in artrosi: “Una malattia cronica che - spiega il dottor Pietro Gulì, consigliere dell’Ordine dei Veterinari di Roma e Provincia - può svilupparsi anche in seguito all’invecchiamento delle articolazioni e quindi essere considerata una patologia senile che necessita di fisioterapia, utilizzo di condroprotettori, farmaci ed infiltrazioni e controllo del peso”. Per questo motivo è opportuno, in fase di adozione o acquisto di un cucciolo, non dimenticare mai l’importanza della prevenzione, concludono i veterinari di Roma e provincia.
 
(Fonte: www.quotidiano.net)
 
 

lunedì 23 gennaio 2017

Pizza con Albacanis e AACLI



Le associazioni ALBACANIS e AACLI vi invitano alla pizzata di beneficenza presso il ristorante "Il Rusticone" di Campagna (Salerno) nella serata di venerdì 27 gennaio, dalle ore 20 in poi. 

Abbiamo messo a disposizione per la serata il menù "Albacanis - AACLI" che con soli 10 euro vi darà la possibilità di avere:
- 1 pizza a scelta (tra 7 varianti)
- 1 bibita a scelta
- 1 zeppola
- 1 caffè
- 1 coperto compreso nel prezzo.

Per ogni menù "Albacanis - AACLI" che verrà ordinato, una piccola percentuale del ricavato dello stesso andrà a favore dei cagnolini e dei gattini randagi delle nostre associazioni. Passate a trovarci!!! 

Il ristorante mette a disposizione, ovviamente, anche il menù della casa (per chi non desiderasse la pizza). Questa occasione è, più che altro, per trascorrere una serata in allegria. E' gradita conferma di partecipazione, se vi è possibile.

Per qualsiasi informazione o chiarimento potete contattare uno qualsiasi degli amministratori dell'evento su FB a questo link: https://www.facebook.com/events/1198322646917085/?active_tab=about  oppure scrivere direttamente nello stesso.

Se qualcuno desiderasse portare qualche donazione in cibo per cani e/o gatti, metteremo a disposizione un punto raccolta all'interno del ristorante. 

Grazie a tutti!!! Vi aspettiamo numerosi! 

AACLI e ALBACANIS RINGRAZIANO
"Il Rusticone" per l'organizzazione della serata benefica 
gli amici intervenuti alla pizzata 
e coloro che hanno donato cibo e cuccette per i randagi in difficoltà  

 
GRAZIE DI CUORE!


 

Una statua per il cane Angelo. "Non si dimentichi l'orrore"

(Articolo tratto da www.quotidiano.net)


Roma, 23 gennaio 2017 - E' stata inaugurata sabato a Roma nel quartiere Monteverde (largo Alessandrina Ravizza) una statua dedicata al cane Angelo, su iniziativa delle Associazioni "Be Positive Factory", "Animalisti Italiani Onlus" e “La Vela d’Oro” che si sono prodigati per far realizzare l’opera dall’ artista Alessandro Di Cola, approvata in seguito da Roma Capitale-Municipio XII.
Ispirati dallo slogan di Mahatma Gandhi “la civiltà di un uomo si misura da come tratta gli animali”, gli organizzatori hanno voluto ribadire l'importanza per il rispetto della vita animale e umana e alla sana educazione affinché non vinca sempre la cultura della violenza e della morte. 
Il caso del cane Angelo ha suscitato orrore nell’ opinione pubblica nel mese di giugno 2016 per l’efferata cattiveria di un gruppo di 4 giovani che ha torturato e seviziato nella cittadina di Sangineto (CS) il povero cane, impiccandolo ad un albero e uccidendolo con un colpo di pala. Il barbaro crimine, ripreso dai quattro ragazzi e da loro diffuso nel web, ha indotto i promotori dell’iniziativa a sensibilizzare le Istituzioni affinché si inaspriscano le pene per coloro che compiono questi crimini. 
"Oggi siamo qui in tantissimi per ricordare ciò che è accaduto nel giugno scorso e per sensibilizzare l'opinione pubblica affinché episodi come quello del cane Angelo non accadano mai più! E' inaccettabile che ancor oggi, nel nuovo millennio, gli animali siano costretti a subire torture e violenze per mano di alcuni essere umani, se così possiamo definirli - afferma Pier Paolo Cirillo, Vice Presidente dell' Associazione Animalisti Italiani Onlus - Il cane Angelo è diventato per noi il simbolo della battaglia contro i maltrattamenti e le uccisioni di animali in Italia. Crimini che spesso rimangono impuniti, a causa di leggi troppo blande e quasi mai applicate. Per questo abbiamo redatto una nuova proposta di Legge che prevede pene più severe per chi maltratta e uccide animali, includendo l'impossibilità di commutare l'arresto con una pena pecuniaria". 
Oggi in Italia secondo la legge 189 del 2004 che integra l’art. 727 del Codice Penale – si prevede da 3 a 18 mesi di carcere o un’ammenda pecuniaria (da 5.000 euro a 30.000 euro) mentre in altri paesi europei come la Svezia, la Svizzera, la Francia, la Germania le pene sono ben più severe e, nei casi più gravi, l’arresto non è commutabile con pena pecuniaria.
Alla posa della statua hanno partecipato Istituzioni locali e nazionali: Silvia Crescimanno (Presidente Municipio XII di Roma Capitale), Daniele Diaco (Consigliere comunale e Presidente della Commissione Ambiente). Numerose anche le presenze di noti personaggi dello spettacolo: gli attori Massimo Wertmuller e Rossella Seno.

domenica 22 gennaio 2017

Gli angeli della montagna: i cani da valanga

articolo di Valeria Giovanelli pubblicato su  youanimal.it 


Li conosciamo come cani del soccorso alpino, o cani da valanga: sono quei cani speciali che grazie al loro fiuto riescono a salvare centinaia di vite umane sepolte sotto valanghe o sotto le macerie causate da frane e terremoti. Sono loro, insieme ai propri conduttori (l’umano con cui fanno squadra), che rappresentano l’eccellenza, il perfetto affiatamento che nasce dalla collaborazione uomo-cane.

In principio venivano utilizzati soprattutto i San Bernardo, ma oggi le unità operative si avvalgono soprattutto di pastori belga Malinois dall’olfatto infallibile, di labrador specializzati nella ricerca e di pastori tedeschi. Ma più che ad una razza specifica si bada a determinate caratteristiche fondamentali che li rendano adatti a questo tipo di lavoro e al difficile addestramento della scuola del soccorso alpino ij vista del conseguimento del brevetto. L’addestramento alla ricerca di dispersi inizia fin dai primi mesi di vita, con giochi adatti ad accrescere questa capacità e che li rendano pronti a tutto.

Sono cani dotati di un coraggio particolare, abituati a lavorare su terreni impervi, su creste in altitudine, ad arrampicarsi sulla roccia con l’imbracatura, pronti a seguire il proprio conduttore ovunque, perfino a farsi calare da un elicottero per arrivare dove i soccorsi non arriverebbero altrimenti. Tutto questo è possibile grazie all’affiatamento con il proprio umano in un rapporto che si basa sulla fiducia ed il rispetto reciproci. “Li chiamiamo angeli delle nevi, angeli senza ali ma con un cuore enorme e tanta voglia di giocare”, spiega a YouAnimal.it Paolo Cortelli Panini del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas). “Sono animali che ogni giorno seguono il proprio conduttore con dedizione e passione in un lungo ed interminabile allenamento”.

La storia. Se la collaborazione tra umani e cani si perde nella notte dei tempi, l’utilizzo dei cani nelle squadre del soccorso alpino italiano risale all’aprile del 1960 in Alto Adige, quando un giovane meticcio di nome Mohrele si mise ad abbaiare e scavare nel punto in cui l’anno precedente era caduta una slavina. Attirato da questo strano atteggiamento il suo umano, si mise a scavare insieme a lui e rinvennero il corpo del parroco che in tanti avevano cercato a lungo. Da questa esperienza iniziò un percorso di formazione che portò nel 1966 proprio in Alto Adige, nella cittadina di Solda, alla creazione del primo corso nazionale per unità cinofile.

La scuola. Ad oggi, la scuola nazionale di unità cinofile da valanga conta 15 istruttori distribuiti su tutto il territorio nazionale, forma ogni anno molti giovani pet ed i loro conduttori per muoversi in totale sicurezza in ambiente montano e soprattutto addestra i cani a migliorare l’utilizzo del fiuto per ritrovare persone disperse o sepolte dalle valanghe. Il corso ha una durata di due anni e rilascia il brevetto di unità cinofila.


giovedì 19 gennaio 2017

ANTONELLA, gattina di 3 mesi adottata

aggiornamento 19 gennaio 2017 : ADOTTATA

Finalmente anche la piccola Antonella, unica rimasta della cucciolata,  ha raggiunto la sua mamma Sara a Salerno. Ad aspettarla c'era il cucciolone Blasco che ha festeggiato con molta gioia il suo arrivo in casa. Diventeranno ottimi amici! Buona vita piccolo amore! 



  

    
  

LA SUA STORIA E LE SUE FOTO



ANTONELLA è uno stupenda gattina a tre colori di circa 3 mesi! Fa parte di una cucciolata di 5 gattini "I Cuccioli di Stellina" nati tra le sterpaglie  a pochi passi dalla strada e tratti in salvo da una volontaria che li ha ospitati in casa per le cure necessarie. 

Antonella, insieme a tutti gli altri, è stata sottoposta al primo controllo veterinario che non ha riscontrato nulla di patologico. 

Questa bellissima batuffoletta caratterialmente è molto coccolona con mille fusa, affettuosissima, le piace tanto giocare con i peluche insieme ai suoi fratellini e si diverte anche con il piccolo cane presente in casa della volontaria. E' abituata alla casa, al contatto umano e utilizza la lettiera per i suoi bisogni. Non le piace trovare la lettiera sporca!

Chi vuole adottarla può proporsi! 

Si affida con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com

La loro storia e altre foto a questo link http://associazionecli.blogspot.it/2016/09/i-7-cuccioli-di-stellina.html








mercoledì 18 gennaio 2017

Cassazione: “Vietato tenere aragoste vive in frigo con le chele legate”. Confermata condanna a ristoratore

La decisione a seguito del ricorso presentato dal proprietario di un locale di Campi Bisenzio, ritenuto inammissibile dalla Suprema Corte. L'associazione animalista Lav aveva denunciato le condizioni in cui conservava alcuni crostacei.




“La condanna a carico del titolare del ristorante per maltrattamento di animali, emessa ad aprile 2014 dal Tribunale di Firenze e confermata ora dai giudici, si fonda su dati scientifici – riferisce la Lav -. I crostacei sono in grado di provare dolore e di averne memoria“.

Per la ong animalista la decisione dell’Alta Corte “rappresenta un pronunciamento giudiziario che potrà produrre due effetti”. Innanzitutto, proseguono, “la Polizia dovrà intervenire in seguito alle denunce di cittadini e associazioni per le diffusissime analoghe situazioni in pescherie e supermercati, considerate finora normali”. Inoltre “il Parlamento dovrà emanare una norma di chiaro divieto”. Tutto è iniziato cinque anni fa, quando alcuni agenti delle forze dell’ordine avevano effettuato un doppio sopralluogo nel ristorante di Campi Bisenzio. Lì avevano trovato due frigoriferi con alcuni crostacei vivi conservati tra 1,1 e 4,8 gradi di temperatura. La polizia municipale aveva quindi provveduto a informare la Procura della Repubblica di Firenze di quanto accertato.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it) 

venerdì 13 gennaio 2017

MATHIS, adottato

Aggiornamento 13 GEN 2017: MATHIS ADOTTATO

MATHIS ha raggiunto la sua mamma Anna Maria in provincia di Varese. Si è subito adattato alla nuova casa e alle nuove coccole. Ringraziamo il grande cuore di Anna Maria nonchè la nostra amica Federica e l'Associazione Albacanis per il supporto in questa adozione. Buona vita piccolo amore!






LA SUA STORIA E LE FOTO

20 dicembre 2016 è il giorno in cui finalmente è stato recuperato il piccolo MATHIS che ha poco più di tre mesi dalla colonia che abbiamo in gestione. Non abbiamo fatto in tempo per gli altri fratellini che purtroppo sono morti investiti. 

Ora è al sicuro e sarà sottoposto alla prassi sanitaria di rito. Intanto auguriamo a Mathis di trovare una bella casa e tanto amore.



 



Si affida con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com 



mercoledì 11 gennaio 2017

AACLI EMERGENZA GELO


Nel pomeriggio di oggi 11 gennaio abbiamo consegnato i nostri primi aiuti ai cani di Montoro (AV) che vivono una situazione disastrosa per via del gelo e della neve che è arrivata anche lì.

La nostra raccolta di cibo, maglioni e coperte continua anche per altre emergenze.

Ringraziamo gli amici dal cuore immenso che ci hanno consentito di poter aiutare i cani in difficoltà con la prima raccolta consegnata.

Per info e accordi sulle prossime consegne inviare mail a infoaacli@gmail.com

Per chi vuole spedire i propri aiuti direttamente ai volontari di Montoro l'indirizzo è questo: MARCELLO VIETRI, Via Cinquanta n. 93, Montoro (AV) 83025   

Grazie di cuore!



domenica 8 gennaio 2017

Piccole mangiatoie fai da te per nutrire gli uccelli


E’ arrivato il freddo intenso e molti uccelli dovranno resistere anche alla neve. Per loro sarà difficile trovare cibo! 

Possiamo aiutarli esponendo all’interno dei nostri giardini e sui nostri terrazzi, piccole mangiatoie realizzate in casa con materiali di recupero da rifornire regolarmente con pezzetti di grasso e carne, croste di formaggio, frutta fresca e secca, briciole dolci, miscele di semi. Ricordiamoci che il cibo salato o piccante è tossico per gli uccelli. 

Numerose specie di uccelli insettivori cambiano in inverno per necessità la propria dieta: ecco allora che merlo, pettirosso, capinera si nutrono di briciole dolci (per esempio panettone e plum-cake), biscotti e frutta fresca; cinciarella, cinciallegra e picchio muratore di arachidi non salate, semi di girasole, pinoli sgusciati, frutta secca tritata (noci e nocciole). Per uccelli granivori come passera d’Italia e mattugia, fringuello, verdone e cardellino miscele di semi vari (miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole, mais spezzato. 

Anche con il freddo gli uccelli hanno bisogno di acqua per bere e fare il bagno. Sarà utilissimo per loro trovare una vaschetta sul balcone o in giardino.



sabato 7 gennaio 2017

AACLI - Raccolta per cani e gatti in difficoltà



Un piccolo aiuto da parte di tanti darà una mano agli animali in difficoltà per via del gelo, per via della neve e anche per mancanza di risorse.

Per info e accordi :
- inviare mail a infoaacli@gmail.com 
- inviare messaggio privato sulla pagina FB @aacli2016 

 Grazie a quanti di voi ci daranno una mano.


LE NOSTRE CONSEGNE: 

24/01/2017 donazione di coperte e croccantini consegnati alla volontaria Gabriella P. per i cani randagi che gestisce. Grazie alle nostre amiche Lucia S. e Daniela G. per la raccolta effettuata!