lunedì 27 febbraio 2017

I gatti che aspettano le pappe

In queste foto e nel video vi presentiamo alcuni gatti della colonia felina regolarmente censita della quale ci stiamo occupando.





Molti di loro e specialmente i più piccoli hanno bisogno di cure sanitarie specifiche perchè affetti da raffreddore, dermatiti, rinotracheite ecc.. e ci stiamo attivando in questo, mentre per le femmine è già prevista sterilizzazione presso la ASL. Inutile dirvi che hanno bisogno di cibo e di medicinali per curare le varie malattie da raffreddamento in quanto le istituzioni provvedono soltanto a garantire intervento sanitario di sterilizzazione. Stiamo recuperando i cuccioli che in ogni istante rischiano la vita... molti di loro purtroppo li abbiamo trovati investiti ....



Oltre questa colonia abbiamo altri gatti che hanno bisogno di noi. I gatti non sono pochi e noi incrociamo le dita per ognuno di loro.



La nostra associazione AACLI accetta donazioni di cibo secco e umido nonchè medicinali.
Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com



MARTIN, stupendo gattino rosso a pelo lungo





AACLI 20/2/17 - MARTIN recuperato il 9 febbraio  in condizioni critiche, adesso è in piena forma, si è ripreso dal brutto raffreddore ed è un coccolone giocherellone che cerca casa.


Ha circa 2 mesi e mezzo anche se sembra più grande per via del suo pelo lungo e folto. Gioca volentieri con gli altri gatti e quando è l'ora delle coccole ama starsene in braccio.




In queste due foto il giorno del suo ritrovamento  e le condizioni di salute precarie.




Si affida con controlli di rito e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com



Storia a lieto fine per Manu, la gattina tripode


Il suo nome è MANU ed è con noi dal 27/1/2017, giorno in cui è stata recuperata quasi in fin di vita lungo la strada, investita da balordi e salvata per miracolo. 

Ha circa 3 mesi di vita e ha dovuto subire immediato intervento chirurgico alla mascella perchè non riusciva più a mangiare. L'intervento è andato benissimo. Dopo una settimana si è reso necessario procedere all'amputazione dell'intero arto anteriore sinistro e la piccola ha risposto bene anche al secondo intervento.  


Questa piccola gattina ha toccato il cuore della nostra associazione e abbiamo deciso di tenerla con noi. Manu è stata accolta in casa dalla nostra presidente che  ha voluto donarle un amore per la vita e la compagnia di altri gatti con i quali giocare. Il suo handicap non è per lei un problema perchè lo gestisce con molta serenità e adattamento. Ama tantissimo il giochino del tunnel dove nasconde i giocattoli per poi riprenderli. 

 

La piccola Manu ha stretto subito amicizia con  con i gatti e i cani presenti in casa, coinvolgendoli nei suoi giochi e quando vuole riposarsi c'è sempre qualcuno di loro a tenerle compagnia. 


 



Ma il suo amichetto del cuore è il piccolo Bambi, giocherellone e affettuoso cucciolo di un anno che  è rimasto attratto dal lei dal primo istante in cui è arrivata in casa. 


 


E' stata amata dal primo momento anche dalle cagnoline di casa che la proteggono e stanno volentieri al sole insieme a lei. Per la sua mamma umana ha sempre mille fusa e ricambia le coccole  con le strofinatine del musetto contro le guance. 




Manu è una tripodina felice e noi lo siamo insieme a lei! Buona vita Manu!



Il Censis e la crisi del circo


Tra il 2010 e il 2015 -11% di spettacoli, -5% di spettatori, -9% di contributi pubblici, azzerati gli investimenti – E l'Italia non ha una legge sull'impiego degli animali

Di seguito i principali risultati della ricerca «I circhi in Italia», realizzata dal Censis in collaborazione con la Lav, che è stata presentata oggi a Roma da Sergio Vistarini, ricercatore del Censis, e discussa da Giorgio De Rita, Segretario Generale del Censis, Roberto Bennati, Vicepresidente Lav, Gaia Angelini, Campaigner Lav animali esotici, Fabrizio Gavrosto, Direttore artistico Festival Mirabilia di circo contemporaneo, Cristina Nadotti, giornalista de «la Repubblica».

Il settore circense ha subito un calo tra il 2010 e il 2015 che ha riguardato sia il numero di spettacoli rappresentati (-11%, più sensibile al Centro: -29%), sia il numero di spettatori (-5%, in particolare nel Nord-Est: -42%). 
Sono diminuiti del 9% anche i contributi destinati alle attività circensi dal Fondo unico per lo spettacolo. Si sono quasi dimezzati i contributi a favore dei circhi con animali (-46%) e si sono azzerati i finanziamenti relativi ai nuovi investimenti.
La spesa al botteghino è aumentata del 21% a livello nazionale, ma solo grazie al volano di Expo 2015, che con Le Cirque du soleil ha influito sull'aumento dei ricavi al Nord-Ovest, mentre sono diminuiti in tutte le altre aree geografiche.
È quanto emerge dallo studio realizzato dal Censis in collaborazione con la Lav sul mondo circense in Italia e sul possibile impatto della legge di riforma del settore.


In calo il numero di spettacoli anche nelle regioni a tradizione circense
Tra il 2010 e il 2015 il numero di spettacoli messi in scena è passato da 17.100 a 15.242, con una riduzione dell'11%. Il calo è più evidente al Centro (-29%), in particolare in Umbria (-53%), ma anche in regioni con una forte tradizione circense come la Toscana (-30%) e il Lazio (-20%).
Al Sud (-10%) la riduzione è stata forte in Abruzzo (-60%), Campania (-32%) e Puglia (-23%), mentre Calabria (+46%) e Sicilia (+55%) mostrano un sensibile aumento.
Segno negativo anche per il Nord-Est: -15%. In controtendenza rispetto al dato nazionale è il Nord-Ovest (+20%), in particolare la Lombardia (+29%), che nel 2015 è stata la seconda regione per numero di spettacoli circensi dopo la Sicilia (rispettivamente con 1.725 e 2.034 rappresentazioni).

Solo il Nord-Ovest ha retto al botteghino, ma grazie ad Expo
Il numero di spettatori ha superato di poco il milione nell'ultimo anno, con una riduzione nel periodo 2010-2015 del 5%, più consistente al Nord-Est (-42%), seguito dal Centro (-27%) e dal Sud (-9%).
La maggiore disaffezione si registra in Friuli Venezia Giulia (-55%) e in Emilia Romagna (-54%).
La straordinaria crescita della Lombardia, che tra il 2014 e il 2015 ha registrato un incremento di presenze del 300%, ha consentito all'area del Nord-Ovest di essere l'unica a registrare una variazione positiva di pubblico tra il 2010 e il 2015, pari al 61%.
Tuttavia, questo incremento è riconducibile in buona parte alle manifestazioni circensi realizzate nell'ambito di Expo 2015, tra le quali Le Cirque du soleil.

Spesi 14 milioni nell'ultimo anno per gli spettacoli circensi
Nell'ultimo anno si sono spesi più di 14 milioni di euro per assistere a spettacoli circensi. La spesa al botteghino è cresciuta a livello nazionale del 21% tra il 2010 e il 2015, ma l'incremento è determinato in parte dall'aumento del costo medio del biglietto, che è passato negli ultimi cinque anni da 10,7 a 13,1 euro.
Il calo della spesa ha coinvolto tutte le aree geografiche (Nord-Est -59%, Centro -45%, Sud -13%), ad eccezione del Nord-Ovest (+314%).
Cali importanti in Emilia Romagna (-76%), Toscana (-70%), Friuli Venezia Giulia (-64%).
Aumento esponenziale di biglietti staccati in Lombardia (+584%), prima regione per spesa al botteghino, con 7.162.000 euro nel 2015.

Il circo non investe più
I contributi del Fondo unico per lo spettacolo destinati al complesso delle attività circensi sono diminuiti del 9% tra il 2010 e il 2015, passando da 3.318.000 a 3.010.000 euro e da 50 a 18 domande accolte.
I contributi erogati relativi ai nuovi investimenti (cioè per l'acquisto di nuove attrazioni, impianti, macchinari, attrezzature e beni strumentali) sono passati da 241.000 euro nel 2012 (furono accolte 6 domande) a 0 nel 2015. Si dono dimezzati i contributi per i circhi con animali (da 2.508.492 euro nel 2011 a 1.358.026 euro nel 2015).
Mentre aumentano i contributi per i Circhi contemporanei (da 30.000 a 296.722 euro) e per i Circhi tradizionali senza animali (da 10.000 a 263.528 euro).

L'Italia ancora senza una legge sull'impiego degli animali nei circhi
Il Disegno di legge per la riforma del settore sta completando l'iter di approvazione cominciato un anno fa ed è all'esame del Senato.
L'Italia al momento non è dotata, né a livello nazionale né a livello locale, di una normativa che regolamenti l'utilizzo degli animali nei circhi. Su 53 Paesi europei ed extraeuropei esaminati, solo 5 non hanno ancora alcun tipo di legislazione riguardante l'impiego di animali nei circhi.
In Europa, Bosnia e Herzegovina, Cipro, Grecia, Lettonia e Malta hanno vietato l'uso di tutti gli animali nei circhi (Bolivia e Honduras nel resto del mondo). Belgio, Croazia, Olanda, Slovenia, Norvegia e Serbia impediscono l'uso dei soli animali selvatici (nel mondo, la stessa restrizione è prevista in Costa Rica, Nicaragua, Paraguay, Perù, Colombia, El Salvador, Messico, Iran, Israele e Singapore). Estonia, Finlandia, Polonia vietano l'uso di animali catturati in natura (lo stesso per l'Equador).

Altri Paesi prevedono restrizioni a seconda delle specie animali, mentre in alcuni la decisione di divieto avviene solo a livello locale.

(Fonte: www.ladigetto.it)

Farmaci veterinari, per la detrazione basterà conservare lo scontrino



Secondo l’ultima indagine Adoc per un cane di taglia media si spendono in media 1.800 euro l’anno. Mentre per un gatto si raggiungono anche 800 euro. Si tratta di somme considerevoli che possono pesare sul bilancio domestico. Negli ultimi anni però il governo ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali per chi ha un amico a quattro zampe. Scopriamo quali sono questi sconti e come fare per ottenerli.

Le spese veterinarie, anche quelle relative alle medicine, hanno trovato spazio da quest'anno nella dichiarazione precompilata. I contribuenti trovaranno già inseriti i dati degli acquisti effettuati nelle farmacie. E l'Agenzia delle Entrate, con l'arrivo di questa novità, ha deciso che basterà conservare lo scontrino parlante e non servirà più la ricetta.

Tra le spese detraibili rientrano:
     - Spese per prestazioni professionali del veterinario (circolare n. 207/E/2000 dell’Agenzia delle Entrate);
   - Spese per l’acquisto dei farmaci per gli animali prescritti dal veterinario (circolare n. 55/E/2001), ivi compreso i medicinali ad uso umano oppure i medicinali veterinari commercializzati in altri Stati Ue o preparati dal farmacista;
     -  Spese per analisi di laboratorio ed interventi presso cliniche veterinarie.

Dal 1 gennaio 2016 la platea dei soggetti interessati all'obbligo della trasmissione telematica dei dati è estesa anche alle strutture autorizzate alla "vendita al dettaglio dei medicinali veterinari" che, come previsto dalla legge di Stabilità 2016, sono quindi tenute a comunicare al Sistema tessera sanitaria (Sts) le spese, in questo caso quelle veterinarie, sostenute dai cittadini, ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Come precisato nel documento dell'Agenzia delle Entrate,  è possibile detrarre dall'Irpef il 19% delle spese veterinarie sostenute nell'anno, fino ad un importo massimo di 387,34 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro (Cfr. circolare n. 207 del 2000). Il limite di detraibilità è unico per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti. La possibilità di portare in detrazione tali esborsi, è inoltre limitata alle sole spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva come cani, gatti, conigli, volatili in gabbia ma anche cavalli da corsa mentre non sono detraibili le spese per la cura di animali destinati all'allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell'esercizio di attività commerciali o agricole, né in relazione ad animali utilizzati per attività illecite.

Chi cerca di farsi detrarre una spesa veterinaria senza averne però il diritto rischia sanzioni per “indebita detrazione” o una multa per la mancata regolarizzazione del possesso dell'animale (nei casi in cui la legge invece lo prescrive). Dal 2016 molti Comuni italiani hanno introdotto uno sconto sulla Tari – la tassa sui rifiuti - per chi adotta un cane al canile. Si tratta di uno sgravio che dura tre anni dal momento dell’adozione. Per sapere se il proprio Comune prevede questo sconto, bisogna chiamare l’ufficio tributi della città in cui si vive o consultate il sito ufficiale del proprio Comune.

Non sono detraibili invece le spese per l’acquisto di mangimi speciali, così come risultano non ufficialmente detraibili i medicinali veterinari vendibili senza ricetta e quelli acquistati presso negozi di animali, come ad esempio i disinfestanti per uso esterno o gli antiparassitari, perché tali prodotti non sono classificati come farmaci veterinari da parte del Ministero della Salute.



Processionaria, un pericolo primaverile


La processionaria, oltre a desfogliare piante intere, può costituire un pericolo maggiore per l'uomo e gli altri animali.
I peli urticanti dell'insetto allo stato larvale sono velenosi, e in alcuni casi, fortunatemente limitati, possono provocare una grave reazione allergica.
Sono di seguito trattati i principali effetti che possono seguire lo spiacevole incontro con una processionaria.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

 
Effetti sull'uomo

I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l'azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), questi peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza).

 

A seconda della zona del corpo interessata, diversi sono i sintomi:

In caso di contatto con la pelle

dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo sì sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli, causando spesso l'insorgere di un eritema pruriginoso.

In caso di contatto con gli occhi

Rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità.


In caso di inalazione

I peli urticanti irritano le vie respiratorie. Tale irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento delle vie respiratorie come si verifica per l'asma).

In caso di ingestione

Infiammazione delle mucose della bocca e dell'intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.

Cure: come comportarsi

Chi dovesse presentare, oltre a sintomi localizzati, problemi generalizzati, quali per esempio malessere o vomito, dovrà essere portato in un ospedale.
In caso di dermatite
Lavare ogni vestito, maneggiandolo con i guanti, e scegliere la temperatura più alta possibile per il lavaggio. Lavare la pelle abbondantemente con acqua e sapone. Eventualmente è possibile far uso di strisce adesive per staccare i peli urticanti dalla pelle, come per una ceretta. Spazzolare energicamente i capelli se necessario. Consultare un medico in caso di eruzione cutanea grave.
In caso di congiuntivite
Gli occhi devono essere risciacquati abbondantemente per eliminare eventuali peli urticanti. Effettuare da un oculista un esame per vericare che non permangano residui di peli urticanti. I peli profondamente integrati nel tessuto oculare dovranno essere rimossi chirurgicamente.
In caso di dispnea
La valutazione dei sintomi respiratori va effettuata da un medico. Questo dispone un trattamento appropriato ai sintomi. Il trattamento può includere antistaminici, corticosteroidi e aerosol.

Effetti sugli animali

La processionaria risulta molto pericolosa in particolare nei confronti di cavalli e cani, i quali, brucando l'erba o annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell'insetto.
I sintomi che un cane presenta in questa spiacevole evenienza sono spesso gravi.
Il primo sintomo è l’improvvisa e intensa salivazione, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca ed in forma meno grave dell’esofago e dello stomaco.
In questi casi il padrone intuisce la gravità di quanto è successo, perché vede che il fenomeno non accenna per niente a diminuire, anzi con il passare dei minuti, soprattutto la lingua, a seguito dell’infiammazione acuta, subisce un ingrossamento patologico a volte raggiungendo dimensioni spaventose, tali da soffocare l'animale.
I peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.
Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica.


Come curare un cane

La prima cura da apportare ad uno sfortunato cane colpito da processionaria consiste nell'allontanare la sostanza irritante dal cavo orale: per questo fine bisogna effettuare un abbondante lavaggio della bocca con una soluzione di acqua e bicarbonato.
Questa manovra non è sempre agevole, sia dal momento che il cane sta soffrendo e sia perché può essere per sua natura aggressivo; è dunque consigliabile fare uso di una siringa senz’ago con la quale poter spruzzare ripetute volte la soluzione di lavaggio in bocca.
Dopo questo primo intervento bisognerà fare d’urgenza altre cure appropriate a seconda della gravità del caso, che soltanto il veterinario potrà eseguire.


giovedì 23 febbraio 2017

MELA, 3 mesi

23 feb 2017 - MELA ADOTTATA

e in questo momento è a casa con il suo papà Antonio Rizzo, nostro carissimo amico, che non vedeva l'ora di venirla a prendere. Queste foto ci hanno lasciate sbalordine perchè Mela era restia a farsi prendere in braccio .... invece stasera ha trovato immediatamente fiducia e sono diventati subito amici ... Questo è il miracolo dell'amore a prima vista! Questo collage di foto e dedicato a loro due. Dal momento che il suo papà è un grande musicista di talento, sicuramente vedremo Mela che suona il basso!!! Forza Mela, hai rubato il suo cuore e anche il suo letto .... Auguri e buona vita insieme ... siamo felicissimi!



MELA, le sue foto e la sua storia
 



22 novembre 2016 è il giorno in cui finalmente è stata recuperata MELA da una zona a rischio dove altri cuccioli sono morti investiti.  Ora finalmente è al sicuro e fa amicizia con gli altri presenti in casa  della volontaria che si occupa di loro con tanto amore.

Inizialmente era molto diffidente e impaurita ma dopo alcuni giorni subito ha cercato protezione e coccole dalla sua mamma umana. Ora ha 3 mesi e le piace tanto starsene accucciata al caldo per sentirsi sicura.

Si affida con controlli pre e post affido, firma modulo di adozione e con libretto sanitario in regola. Per info inviare mail a infoaacli@gmail.com



 







mercoledì 8 febbraio 2017

UE: addio ai circhi con gli animali

Sia Madrid che Bucarest dicono no all'uso degli animali selvatici nei spettacoli circensi


Niente più animali in catene nei circhi di due grandi città europee. Madrid e Bucarest hanno deciso di vietare l'uso di animali selvatici negli spettacoli circensi. Prima il sindaco di Madrid, Manuela Carmena ha detto stop agli spettacoli con esibizione di animali che vengono ingiustamente sfruttati. La maggioranza del consiglio comunale della capitale spagnola ha votato a favore della difesa dei diritti storici degli animali. L'intenzione è salvaguardare gli animali rispetto alle molte ore di sofferenza a cui vengono sottoposti nei circhi per l'addestramento e nel corso delle esibizioni. Il divieto si estende ad ogni tipo di rappresentazione con animali, sia in suolo pubblico che in terreni di proprietà privata. Nella motivazione della proposta si legge: "Gli elefanti, le tigri ed altre specie abitualmente utilizzate negli spettacoli hanno il diritto a non essere maltrattati, sottoposti a sforzi o ad azioni crudeli che provochino loro sofferenza, ansia e stress". Ed ancora "Le amministrazioni locali devono favorire e potenziare una condotta più civica della cittadinanza a difesa della preservazione della natura". Da qui l'adesione del governo della Municipalità di Madrid a tale corrente in difesa degli animali in generale e in particolare di quelli che sono sfruttati e maltrattati nei circhi e la promozione di "una modifica del regolamento comunale che vieti la loro esibizione pubblica e la loro partecipazione a questo tipo di spettacoli".
Altre città della penisola iberica, come Barcellona e Cadice, hanno già adottato misure analoghe in difesa dei diritti degli animali.

Un'altra vittoria a favore degli animalisti che arriva poco dopo la chiusura del Circo Barnum negli Stati Uniti è quella di Bucarest. Il Consiglio Generale della Municipalità della capitale della Romania ha presentato una bozza per mettere al bando gli spettacoli con animali del Globus Circus & Variety Company, per lasciare spazio a danze, coreografie sceniche, creatività, acrobazie e programmi artistici e culturali di vario genere. Gli animali che ora compongono il circo di Bucarest verranno ricollocati seguendo un protocollo stabilito. Nei sei mesi che precedono il trasferimento sarà il circo stesso a doversi prendere cura delle necessità degli animali, senza sfruttamento.

Dunque altre due capitali europee, dicono "no" alle esibizioni al circo con animali selvatici. A battere tutti sul tempo, però, era stata il 31 gennaio 2011 la Grecia, dove la Commissione per la Produzione ed il Commercio del Parlamento aveva approvato una legge per bandire l'utilizzo di tutti gli animali nei circhi, nelle compagnie teatrali e di intrattenimento in genere per qualsiasi forma di spettacolo, parata o apparizione di fronte ad un pubblico.

Cattive notizie invece per animali ed animalisti italiani. Nel nostro Paese, sembra che tale tipo di risultato, nonostante le battaglie portate avanti dalle varie associazioni, sia ancora lontano. Il disegno di legge che prevedeva la "graduale" dismissione degli animali dai circhi, parte del più ampio "codice dello spettacolo" contenuto nella riforma del cinema approvata nel novembre scorso, è stato stralciato per proseguire un cammino autonomo (leggi: Cinema, la riforma è legge). Ad oggi, però, tutto è fermo.

Fonte: UE: addio ai circhi con gli animali
(www.StudioCataldi.it) 


Quando i gatti "fanno il pane"


Quante volte avete visto un gatto che, prima di sdraiarsi sul letto o dopo esser saltato sulle vostre gambe, inizia a muovere le zampe come se stesse impastando il pane? Perché lo fa?

Spesso vediamo i mici fare uno strano movimento: si mettono di buona lena e cominciano a muovere le zampe come se stessero impastando il pane. E di sicuro, altrettante volte, ci siamo domandati: perché fanno così?

Finalmente, dopo una ricerca stremante e approfondita, il mistero è stato svelato!

Il gatto inizia a "impastare" in una situazione di gioia e felicità, ossia quando è contento e, soprattutto, si sente  sicuro. Questo movimento, infatti, è lo stesso che il gatto faceva appena nato per fare uscire il latte dalla mammella della mamma!

Se però il micio impasta in continuazione in modo quasi ossessivo può significare che non è stato svezzato secondo le giuste tempistiche e sente la mancanza della mamma.  

Non si deve allontanare un micio dalle cure materne prima che abbia compiuto 4 settimane di vita!




martedì 7 febbraio 2017

SALVA IL LUPO - Petizione di Rinaldo Sidoli

 Petizione di Rinaldo Sidoli da firmare  a questo link :
 https://www.change.org/p/soslupo-salviamo-i-lupi-sbonaccini-glgalletti


TESTO DELLA PETIZIONE:

La Conferenza Stato-Regioni il 24 gennaio 2017 ha autorizzato l'abbattimento dei lupi, in un contesto in cui già centinaia di lupi vengono brutalmente uccisi dal bracconaggio con il fucile, bocconi avvelenati o lacci di filo metallico.
L’approvazione definitiva del “Piano per la conservazione del lupo” doveva essere votata il 2 febbraio, ma è stata rinviata al 23 febbraio, dopo la nostra mobilitazione.

Possiamo e dobbiamo fermarli.

Rinaldo Sidoli (Promotore della campagna #SalvailLupo - Responsabile nazionale Verdi Tutela e salute degli animali)

Hanno aderito:
ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali
OIPA - Organizzazione Internazionale Protezione Animali
LNDC - Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane
LAC - Lega Abolizione Caccia
LEAL - Lega AntiVivisezionista
NALA - Nuova Associazione Liberazione Animale
Almo Nature - pet food + aLmore
Associazione Animalisti
Irriducibili Liberazione Animale

La petizione è stata firmata anche da:
Mario Oliverio (Presidente della Regione Calabria)
Carla Rocchi (Presidente ENPA)
Massimo Comparotto (Presidente OIPA)
Gian Marco Prampolini (Presidente LEAL)
Gianluca Felicetti (Presidente LAV)
Giuseppe Onufrio (Direttore di Greenpeace Italia)
Fulvio Mamone Capria (Presidente della Lipu)
Rossella Muroni (Presidente Legambiente)
Pier Giovanni Capellino (Presidente Almo Nature)
Questa petizione sarà consegnata a:
  • Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare
    Gian Luca Galletti
  • Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
    Stefano Bonaccini
  • Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
    Paolo Gentiloni


Treviso: il cane muore nella pensione per animali, i padroni fanno causa



Erano partiti ad inizio settembre per andare a trascorrere alcune settimane di vacanza nel Sud Italia e per questo motivo avevano affidato il loro amato Rolly, un pastore tedesco che da otto anni era considerato a tutti gli effetti un membro della famiglia, alle cure di un centro cinofilo della Marca. Ma alcuni giorni dopo la loro partenza, una telefonata del centro cinofilo comunicava la triste notizia che Rolly era morto. Da quel momento per i quattro componenti di una famiglia trevigiana, padre, madre e due ragazzine, è iniziata una lunga battaglia giudiziaria che, a 10 anni dal fatto, ha visto un giudice del tribunale civile di Treviso, il dottor Andrea Valerio Cambi, riconoscere a ciascun componente il danno affettivo per la perdita dell’animale, condannando così il centro cinofilo a risarcire, attraverso la propria assicurazione, una cifra di quasi quindicimila euro.

La vicenda risale al settembre 2006 quando la famiglia trevigiana (assistita nel procedimento civile dall’avvocato Benedetto Pinto), in partenza per una vacanza di fine estate, consegna il proprio pastore tedesco ad un centro cinofilo della provincia di Treviso. Pochi giorni dopo, però, il centro cinofilo comunica l’improvvisa morte di Rolly per una “torsione dello stomaco”, una patologia che attacca i cani di media-grossa taglia.

Tre giorni dopo, la famiglia rientra nella Marca e chiede il disseppellimento della carcassa dell’animale per sottoporlo ad una visita veterinaria che certifichi l’eventuale causa di morte. Ma ciò avviene soltanto dieci giorni più tardi, in presenza dei militari della Finanza, quando ormai è impossibile effettuare un esame che possa ritenersi attendibile.

Da qui, la decisione di percorrere le vie giudiziarie. Una causa civile che inizia formalmente nell’aprile del 2008 con il deposito dell’atto di citazione e che si conclude nei giorni scorsi con la sentenza del giudice Cambi che ha accolto le richieste dell’avvocato Benedetto Pinto.
Il giudice ha infatti ritenuto fondata la richiesta di risarcimento dei danni da parte della famiglia di Rolly sottolineando come l’ordinamento “continui a considerare anacronisticamente gli animali da compagnia alla stregua di mere res (cose)” quando in realtà si tratta “di esseri sensibili e senzienti”.

Nonostante non sia stato possibile accertare con esattezza la causa del decesso dell’animale, a pesare sulla sentenza del giudice è stata proprio la relazione del perito secondo il quale, a causa dell’avanzato stato di putrefazione della carcassa, non si è potuto accertare l’esatta causa di morte di Rolly ma con fermezza ha escluso che il decesso fosse dipeso da una torsione dello stomaco, come aveva, invece, sostenuto il centro cinofilo che aveva in custodia l’animale.
Il giudice ha così deciso di riconoscere il danno ritenendo provato il legame affettivo tra i membri della famiglia e l’animale. Ad ogni componente della famiglia è stato riconosciuto un diverso risarcimento. Il più consistente è stato riconosciuto alla moglie del capofamiglia (4500 euro) che avrebbe rielaborato con maggiore sofferenza il dolore per la perdita del cane.

 (Fonte http://tribunatreviso.gelocal.it)



Animali in casa: tutte le agevolazioni fiscali

Spese mediche veterinarie e per l'acquisto di medicinali detraibili dall'Irpef



L'amico a quattro zampe è un vero e proprio membro della famiglia per molti italiani e per questo motivo è innegabile che abbia il suo peso anche sul bilancio economico. La legge, tuttavia, non è insensibile ai costi spesso ingenti che vengono sopportati dalle famiglie che contano un "peloso" tra le proprie fila, fornendo all'uopo sconti e detrazioni fiscali. 

Cure veterinarie 

Le spese mediche veterinarie e quelle per l'acquisto di medicinali destinati a cani, gatti e altri animali domestici, sono detraibili dall'Irpef nella percentuale massima del 19%, da precisare in fase di dichiarazione dei redditi. La detrazione potrà essere effettuata entro un limite complessivo di spesa (riguardante, quindi, tutti gli animali posseduti) fissato a 387,34 euro, con la conseguenza che tutte le spese che superano tale importo dovranno essere a carico del contribuente; è altresì previsto un limite minimo, cosiddetta franchigia, pari a 129,11 euro, sempre valutato complessivamente. 
In pratica, sottraendo la franchigia dal limite massimo di spesa, si ottiene uno sconto massimo ottenibile pari a 49,06 euro. Non sono inclusi nell'agevolazione fiscale i farmaci privi di prescrizione medica, gli antiparassitari e i mangimi, mentre sono detraibili solo le spese sostenute per animali detenuti legalmente a scopo di compagnia o per la pratica sportiva (ad esempio cani, gatti e cavalli) e non quelli detenuti per uso commerciale o attività agricole, oppure destinati alla riproduzione o al consumo alimentare. 

Quando si introduce il concetto del "legale possesso" dell'animale, significa che il proprietario dovrà essere in grado di dimostrare al Fisco di esserne il proprietario, mediante documentazione rilasciata dalla ASL o dal medico veterinario, oppure, se si possiede un cane, dal'apposita anagrafe canina (o presentando la documentazione relativa al microchip). Se, invece, l'animale non è obbligato all'iscrizione, si potrà chiedere il rilascio del cosiddetto pet passport, oppure dimostrare il possesso a mezzo di fatture di acquisto dell'animale o la documentazione relativa all'adozione, oppure, ancora, a mezzo di apposita dichiarazione resa dal proprietario per la registrazione volontaria. 

 Se il contribuente dichiara la spesa veterinaria senza averne titolo, ad esempio in quanto la detenzione legale dell'animale è venuta meno, rischia sanzioni per indebita detrazione e anche per mancata regolarizzazione del possesso dell'animale, per i casi obbligatori per legge. 

Le spese veterinarie ammissibili alla detrazione devono essere provate a mezzo di apposita documentazione fiscale, intestata al contribuente o di persona del nucleo familiare a suo carico, ad esempio fatture rilasciate del medico veterinario e scontrini parlanti emessi dalla farmacia. 

Bonus Cane 

Molti Comuni Italiani hanno approfittato delle modifiche 2016 al regolamento della Tassa sui rifiuti (TARI) per introdurre un apposito sgravio fiscale: in sostanza, chi adotterà un cane dal canile potrà ottenere non solo l'amore incondizionato di un amico per la vita a cui donare una casa e l'affetto di una famiglia, ma anche uno sgravio fiscale per tre anni sulla tassa. Il cosiddetto Bonus Cane è attualmente vigente in diversi Comuni italiani (per approfondimenti: Meno tasse per chi adotta un cane) allo scopo di svuotare le strutture sovraccaricate, che per ogni "ospite" richiedono un sostegno giornaliero da parte dell'amministrazione. Per evitare i rischi di abuso della manovra le adozioni verranno monitorate dai vigili del fuoco. 

(Fonte: www.studiocataldi.it) 


I segnali di invecchiamento del cane


Dopo i 10 anni di età, si può dire che il cane invecchia e da quel momento è preferibile adottare una serie di accorgimenti ed attenzioni specifiche per tutelare la salute del cane anziano.

Ecco i 12 segnali che indicano che il nostro cane sta invecchiando e quindi ha bisogno di attenzioni particolari per tutelare la sua salute. Come primo passo, dobbiamo considerare l’età del nostro cane: è cucciolo, adulto o anziano? In genere si parla di cane anziano dopo i 10 anni di vita del cane. Molte persone amano calcolare l'età del cane in anni per avere un termine di paragone realistico.

1. Il pelo diventa grigio - Di solito il pelo grigio sul muso e sulle zampe è il primo segnale di invecchiamento del cane. Il pelo grigio poi si estende su tutto il corpo.

2. Il cane si muove di meno - Un altro segno dell’invecchiamento del cane è la riduzione del movimento. Non riescono più a saltare come un tempo sul divano, oppure non riescono a correre agevolmente. I sintomi dell’artrite del cane sono abbastanza riconoscibili, basta sapere osservare il vostro cane e notare eventuali cambiamenti di comportamento e vitalità.

3. Il cane ha i calli - I calli sono segno di scarsa vitalità del cane ed è più facile notarli nelle parti del corpo dove si fa più attrito. In particolare, i calli possono formarsi sulle zampe e sono un segnale che il nostro amato cagnolino sta diventando “nonnetto”.

4. I cani hanno problemi ai denti - Come per gli esseri umani, anche per i cani i problemi ai denti iniziano con l’avanzare dell’età, anche se il cane non ha mai sofferto di problemi a denti o gengive.

5. Il cane è incontinente - L’incontinenza, ovvero incapacità a controllare le urine, è un segno inequivocabile del fatto che i muscoli della vescica e dell’intestino sono debilitati.

6. Il cane anziano può soffrire di stipsi - Siccome il sistema gastrointestinale non lavora più come una volta, il cane anziano potrebbe soffrire di stipsi.

7. Il cane anziano può perdere l’udito - Chiami il tuo “cucciolone” e non risponde più come prima alla tua voce? Potrebbe essere in corso un processo di perdita progressiva dell’udito, dovuto all’età che avanza. Nella classifica dei 5 sensi del cane, l’udito occupa una posizione importante, secondo solo all’olfatto.

8. La perdita della vista nei cani anziani - Il cane anziano può avere problemi alla vista, anche se non è strettamente dipendente dall’età. Problemi di vista, come ad esempio la cataratta, potrebbero verificarsi anche in cani ancora relativamente giovani.

9. Il cane anziano è più sensibile al caldo e al freddo - Siccome cambia la capacità di autoregolazione della temperatura corporea, il cane anziano può essere più sofferente al caldo o al freddo. Cercate di aiutarlo evitando di uscire nelle ore più calde della giornata in estate, e nelle ore più fredde (mattina presto e sera) d’inverno, oppure usa un cappottino per cani.

10. Il peso cambia quando il cane invecchia - Come per le persone, anche per i cani con l’avanzare dell’età cambiano le esigenze nutrizionali e alimentari. La propensione a muoversi di meno e il metabolismo che lavora più lentamente possono portare il cane anziano ad avere aumenti di peso. Per questo motivo il cane anziano dovrebbe assumere cibo bilanciato, in commercio si trovano alimenti per cani anziani appositamente studiati per le esigenze nutrizionali dei cani senior.

11. Il cane vecchio si ammala di più - Quando il cane invecchia, il suo sistema immunitario diventa molto più delicato e quindi il cane è soggetto ad ammalarsi più frequentemente di raffreddore, allergie, infezioni, ecc.

12. Il cane anziano cambia comportamento - Con i segni dell’età che avanza, il cane non avrà lo stesso comportamento che aveva da cucciolo. Tenderà ad essere molto pigro e, soprattutto se presenta problemi alla vista o all’udito, tenderà a sentirsi a disagio ed avrà cambiamenti nel suo comportamento.

Questi segnali di invecchiamento del cane sono solo indicativi di quali possano essere i problemi di salute di un cane anziano. La cosa più importante che bisogna considerare è l’attenzione che bisogna avere per i cagnoloni che non sono più cuccioli: proprio in questa fase così delicata della vita, i cani hanno bisogno di tutto il nostro affetto e cura amorevole che solo la famiglia può dare.

Per qualsiasi dubbio sui sintomi o sullo stato di salute del vostro cane, rivolgetevi al vostro veterinario di fiducia.

(Fonte: www.petpassion.tv)



lunedì 6 febbraio 2017

RUDY, piccolissimo gattino giocherellone


Vi presentiamo RUDY, il piccolo gattino rosso disteso, che sta in compagnia degli altri gatti presenti in casa della volontaria che lo ospita. RUDY è il più piccolo, è stato tratto in salvo il 7 gennaio 2017 da una strada molto rischiosa. E' in buona salute e  gli piace tantissimo stare in compagnia dei suoi simili.

Per questo piccolo batuffolo di circa 2 mesi cerchiamo una splendida mamma per la vita.

Si affida con controlli pre-affido, firma modulo adozione e libretto sanitario in regola.

Per infoinviare mail a infoaacli@gmail.com